Sant'Anastasia

Provincia: Napoli · Regione: Campania · Abitanti: 27.296 · CAP: 80048

Il lunedì in Albis migliaia di fujenti scalzi corrono verso il santuario della Madonna dell'Arco: è uno dei pellegrinaggi più intensi del Sud, nato dal prodigio quattrocentesco dell'immagine colpita e sanguinante che qui si venera. Il santuario è il secondo della Campania, cresciuto attorno a quell'edicola votiva che sta ancora sotto l'altare maggiore, e le sue pareti sono coperte dalle tavolette dipinte da chi ha ricevuto la grazia: ce n'è un museo intero.

Il nome, invece, glielo hanno lasciato dei soldati. Nel 552 l'esercito bizantino di Narsete sconfisse in questa piana i goti di re Teia, che vi morì, e i greci vincitori, invece di tornarsene, si stabilirono qui mescolandosi alla gente del posto: a una larga fetta di territorio diedero il nome di una santa vergine greca, Anastasia, venerata in tutto l'Oriente. Un pezzo di nome ancora più antico è rimasto in una frazione che si chiama Romani e in un cognome diffusissimo: qui il Senato di Roma, per chiudere una lite di confini fra Nola e Napoli, si era riservato una striscia di terra, il Campus Romanus. Per secoli, poi, gli amanuensi hanno storpiato Sant'Anastasia in Santo Nastaso. Il paese sta sulle pendici del Monte Somma, il cratere antico del Vesuvio, dentro il Parco Nazionale: castagneti, vigne di catalanesca, albicocche pellecchiella e, in tavola, perfino le melanzane al cioccolato. Napoli è a un quarto d'ora.

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Cosa c'è intorno

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