È il più piccolo e il più raffinato dei tre templi di Paestum, costruito intorno al 500 avanti Cristo nel santuario settentrionale, all'estremità opposta rispetto agli altri due. Per secoli lo si è chiamato tempio di Cerere, poi gli studi lo hanno attribuito ad Atena; nel medioevo fu usato come chiesa cristiana, ed è anche per questo che si è conservato così bene.
Cosa vedere
Poggia su un rialzo artificiale del terreno, sopra un santuario precedente distrutto probabilmente da un incendio. In facciata ha il frontone e il fregio dorico con le metope incassate nell'arenaria, su colonne leggermente più slanciate di quelle degli altri templi. Dentro c'era il pronao e la cella, ma non l'adyton, la stanza del tesoro sul retro.
Le proporzioni sono la sua qualità migliore: sei colonne sui lati corti e tredici su quelli lunghi, tutte uguali per dimensione e forma, secondo uno schema che all'epoca era una novità. Nella cella furono trovate anche tre sepolture cristiane, testimonianza dell'uso medievale dell'edificio.
La visita
Il tempio è nella parte nord dell'area archeologica di Paestum, dieci minuti a piedi dagli altri due templi; si entra con il biglietto del parco, che comprende anche il museo. Mezz'ora.
Il consiglio della redazione
Guardate l'arenaria e provate a immaginarla dipinta: questi templi erano coperti di colori accesi, rosso, azzurro, oro, soprattutto sulle metope e sulla trabeazione. Il bianco e l'ocra che ammiriamo sono il risultato di venticinque secoli di pioggia, e il gusto per la pietra nuda è nostro, non loro.
