Di tutti i templi greci rimasti in piedi nel mondo, questo è uno dei più completi: ci sono le colonne, la trabeazione, i due frontoni. Manca solo il tetto. Fu costruito attorno alla metà del quinto secolo avanti Cristo, nel momento migliore dell'architettura dorica, e il nome che gli diamo è sbagliato: lo chiamarono di Nettuno i viaggiatori del Settecento, ma gli studiosi pensano fosse dedicato a Hera o ad Apollo.
Cosa vedere
Le colonne sono grosse, ravvicinate, con il rigonfiamento al centro che serve a correggere l'effetto ottico: viste da lontano sembrano dritte proprio perché non lo sono. Dentro la cella ci sono due file di colonne su due ordini sovrapposti, cioè colonne più piccole sopra le grandi, che servivano a reggere il tetto senza travi troppo lunghe.
La pietra è calcare locale, poroso e color miele, e cambia colore con la luce: bianca a mezzogiorno, dorata al tramonto. Accanto ci sono gli altri due templi di Paestum, la basilica e quello di Atena, e li si vede tutti e tre attraversando l'area a piedi.
La visita
Il tempio è nell'area archeologica di Paestum, sulla via sacra; la visita è compresa nel biglietto che vale anche per il museo. Mezza giornata per il parco intero, mezz'ora per il tempio.
Il consiglio della redazione
Giratelo tutt'intorno stando vicino alle colonne, poi allontanatevi di cento passi e guardatelo di tre quarti: da lontano si vede la proporzione, da vicino si vedono le scanalature scavate a mano e i segni degli strumenti. Sono due edifici diversi a seconda della distanza, e vale la pena vederli entrambi.
