Festa di Santa Sofia
📅 Ogni anno, il 30 settembre
Il 30 settembre Pisciotta festeggia la patrona santa Sofia; il paese venera anche san Vito e sant'Agnello abate, e conserva il Cenotafio di Palinuro, legato al mitico nocchiero di Enea.
Pisciotta è nata da una fuga e porta il nome della città perduta. Nel 915 i saraceni di Agropoli saccheggiarono e incendiarono Bussento; chi scappò oltre il promontorio di Palinuro fondò un villaggio e lo chiamò Pixoctum, «piccola Pixous», dal nome della colonia greca che quel centro era stato. Pixous a sua volta viene dal bosso, l'arbusto sempreverde che sta nello stemma comunale. Il paese crebbe di nuovo nel 1464, quando accolse i superstiti di Molpa, distrutta a sua volta.
Il feudo passò di mano a prezzi che i documenti registrano: nel 1554 fu venduto a don Sancho Martínez de Leyva, capitano generale delle regie galee, per diciassettemila ducati, e lui lo rivendette nel 1578 a Camillo Pignatelli per trentamila. Un titolo, poi, dice più di una cronaca: Francesco I delle Due Sicilie concesse a Pisciotta di fregiarsi di «Comune fedele» perché i suoi cittadini si erano rifiutati di prendere parte ai moti del Cilento del 1828.
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📅 Ogni anno, il 30 settembre
Il 30 settembre Pisciotta festeggia la patrona santa Sofia; il paese venera anche san Vito e sant'Agnello abate, e conserva il Cenotafio di Palinuro, legato al mitico nocchiero di Enea.
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Fuori da Pisciotta, ma a portata di gita.