Serre

Provincia: Salerno · Regione: Campania · Abitanti: 3.956 · CAP: 84028

Il territorio ha la forma di un cuneo, perché due fiumi ne disegnano i confini: il Sele a nord-ovest e il Calore lucano a sud. Il punto in cui i due si incontrano si chiama Jonta, che in dialetto vuol dire giuntura. A nord-est le colline sono coperte di boschi, vigneti e uliveti da cui si ricava un olio fra i migliori della Campania — Serre è città dell'olio — mentre a sud-ovest il paese si affaccia sulla piana del Sele, una delle maggiori risorse agricole della regione. Nel bacino artificiale creato dalla diga sul Sele sta invece l'oasi di Persano, una delle aree naturali più preziose della Campania, gestita dal WWF. Il paese è nato attorno all'anno mille intorno a un castello che non esiste più, e fu per secoli feudo dei Sanseverino; nel 1532 passò ai Rossi grazie al matrimonio di Giulio Cesare con Maddalena Sanseverino, e nel 1626 Giulio de' Rossi divenne primo duca di Serre.

Nel 1758 Gherardo de' Rossi vendette il feudo di Serre e Persano a Carlo III di Borbone, ma il re era arrivato prima: fra il 1752 e il 1754 aveva già fatto costruire qui la real casina di caccia di Persano, su un progetto iniziale dell'ingegnere Giovanni Domenico Piana e poi di Luigi Vanvitelli. Vanvitelli tornò nel 1757 per dirigere la ricostruzione del ponte del Verticillo sul Sele, che era stato costruito fra il 1624 e il 1625 e che i bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno poi distrutto: oggi ne restano le rovine. In località Pagliarelle c'è ancora un ponte romano della via Capua-Regium, e a Pagliarone un'epigrafe che Ferdinando IV di Borbone fece incidere nel 1779 per la costruzione della strada delle Calabrie. Nel santuario della Madonna dell'Olivo, infine, l'effige in stucco sull'altare maggiore risale all'ultimo decennio del Duecento ed è la più antica immagine mariana di questo tipo negli Alburni e in tutta la provincia di Salerno: lo stile è vicino alla ieraticità bizantina.

🎉 Feste e sagre a Serre 1

🍝 I sapori di Serre

Tutto quello che si mangia a Serre →

🌿 Prodotto della terra IGP

Carciofo di Paestum

Capolino tondo e grosso, tipo Romanesco: il carciofo di Paestum, coltivato nella piana del Sele dagli anni Venti del Novecento, è IGP dal 2004.

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