Prodotto della terra IGP

Carciofo di Paestum

Carciofo grande e tondo, coltivato nella piana del Sele

detto anche tondo di paestum

Capaccio Paestum · Campania

Carciofo di Paestum

Capolino tondo e grosso, tipo Romanesco: il carciofo di Paestum, coltivato nella piana del Sele dagli anni Venti del Novecento, è IGP dal 2004.

Capolino grosso, di forma quasi sferica, del biotipo Romanesco, chiamato anche «tondo di Paestum»: cresce nei terreni della piana del Sele, tra i templi greci e il mare, con un sapore che gli agricoltori della zona hanno messo a punto in oltre un secolo di selezione.

Le prime coltivazioni, portate da agricoltori napoletani, arrivarono nei terreni vicini ai templi già nell'Ottocento; ma la diffusione su scala economica arrivò solo nel terzo decennio del Novecento, tra il 1929 e il 1930, grazie alle grandi opere di bonifica e alla riforma agraria che trasformarono la piana.

L'Indicazione Geografica Protetta arrivò il 23 marzo 2004: la zona di produzione comprende quattordici comuni della provincia di Salerno, da Capaccio Paestum ad Agropoli, da Eboli a Battipaglia, fino a Pontecagnano Faiano.

Altri piatti tipici

Primo piatto

Carbonara

Guanciale, tuorlo d'uovo, pecorino romano e pepe nero: il piatto simbolo di Roma nasce da una ricetta contesa tra osterie e razioni militari.

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Pasta stesa a mano, pomodoro, mozzarella e basilico cotti in meno di un minuto nel forno a legna: la pizza napoletana è arte riconosciuta dall'Unesco.

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