La rocca di Cento è una fortificazione medievale costruita a partire dal giugno 1378, quando in paese arrivarono le truppe dell'esercito bolognese. Non sorse su strutture militari precedenti: fu progettata apposta, per controllare e difendere la popolazione centese, che pochi anni prima si era ribellata al vescovo di Bologna. I lavori furono diretti dall'ingegnere comunale bolognese Lorenzo da Bagnomarino e si conclusero in pochi anni; all'Archivio di Stato di Bologna si conserva un registro contabile del cantiere, compilato nell'autunno di quell'anno. Nel 1456 la rocca fu riedificata dal cardinale Filippo Calandrini, nel 1483 fu adeguata alle armi da fuoco, nel 1539 subì un incendio.
Cosa vedere
La rocca sta nel piazzale che ne porta il nome e si riconosce dal torrione d'ingresso, dalle tre torri agli angoli e dall'alto mastio. I ponti levatoi e il fossato che la circondava non ci sono più.
A metà Ottocento era una caserma, e dopo l'unità d'Italia lo Stato la usò come prigione fino al 1969. Nelle celle, che si trovano nel mastio, restano iscrizioni che documentano la provenienza dei detenuti. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale i sotterranei fecero da rifugio agli abitanti di Cento.
La visita
Dopo il restauro sono accessibili al pubblico alcuni locali, tra cui la cappella, la sala della trifora, le cannoniere e le prigioni; nella rocca si tengono con regolarità mostre e attività culturali. Giorni e orari di apertura vanno verificati con il Comune di Cento.
Il consiglio della redazione
Alla rocca è legata una tradizione. Nel 1597 un soldato acquartierato qui avrebbe colpito con una freccia un'immagine della Madonna, e l'immagine avrebbe sanguinato. Il dipinto, diventato oggetto di venerazione, è custodito nel vicino santuario della Beata Vergine della Rocca.





