Coppia Ferrarese
Farina, strutto, olio e lievito madre, un nodo morbido al centro e quattro corna: la coppia ferrarese ha un'Indicazione Geografica Protetta dal 2001.
Leggi la scheda →Il nome viene da un porto: sul Sandalo ce n'era uno che collegava il paese alla Fossa di Porto, al Po di Primaro e, attraverso le valli di Comacchio, al mare. La prima carta che ne parla è del 955, un contratto d'enfiteusi che descrive le terre della pieve di Santa Maria in Porto. Poi queste terre diventarono contese fra Ravenna e Ferrara: un diploma imperiale spostò il confine ferrarese fino alla Fossa di Bosio, un altro, settantasei anni dopo, restituì le Terre di Porto ai ravennati. La questione si chiuse nel 1277, e non con un atto: con un fossato che Azzo Novello fece scavare per segnare i propri confini.
L'Ottocento delle bonifiche portò braccianti e conflitti, e a Portomaggiore l'appellativo di «capitale degli scioperi»: nel 1903 i disoccupati erano ancora oltre duemilacinquecento, e in quell'anno lo sciopero dei quattromilacinquecento finì in scontri; nel 1907 la polizia a cavallo abbatté le barricate alzate lungo il viale della stazione per impedire il passaggio dei crumiri. A pochi chilometri, a Gambulaga, sta la Delizia del Verginese, che nel 1534 Laura Dianti trasformò da tenuta agricola in residenza estense.
Farina, strutto, olio e lievito madre, un nodo morbido al centro e quattro corna: la coppia ferrarese ha un'Indicazione Geografica Protetta dal 2001.
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