Monticelli d'Ongina

Provincia: Piacenza · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 5.428 · CAP: 29010

In un'ansa del Po, dentro il territorio di Monticelli d'Ongina, c'è il punto più settentrionale dell'Emilia-Romagna: il paese sta in provincia di Piacenza ma spinge verso l'altra riva, e per secoli la sua storia è stata scritta da quella parte. Nel 774 Carlo Magno donò questo territorio al vescovo di Cremona; nel 914 il borgo fu diviso fra la diocesi cremonese e quella piacentina, e la disputa andò avanti per più di due secoli. Quando nel Duecento il comune di Cremona prese per sé i beni della propria diocesi, Monticelli finì nel pacchetto, e con la costruzione del castello, nel 1248, divenne l'avamposto difensivo dei cremonesi in territorio emiliano: ebbe un podestà, un notaio e una bandiera propria, e da lei dipendevano Castelvetro, Olza, San Pietro in Corte e Borgonovo. Il nome, intanto, viene dai «monticelli» di sabbia che spuntavano dagli acquitrini, mentre Ongina è il nome di un esponente della famiglia cremonese Bonifaci.

La Rocca che sta al centro del paese la costruì nel Quattrocento Rolando Pallavicino, detto il Magnifico, quando la sua famiglia si era ritagliata uno stato feudale fra Cremona, Parma e Piacenza. A completarla fu il figlio Carlo, vescovo di Lodi, che ne fece la propria dimora estiva e governò per più di quarant'anni; nel 1470 fece costruire anche la collegiata di San Lorenzo, oggi basilica, dove è sepolto. Dopo l'ultimo dei Pallavicino il feudo fu spezzato in tre: un terzo ai conti Soavi, un terzo ai Casali — che presero il nome di Pallavicino-Casali — e il resto alla camera ducale. Oggi la Rocca ospita il Museo Etnografico del Po, cioè il fiume è tornato a casa; in paese restano anche una sinagoga e un cimitero ebraico, e il territorio è noto per l'aglio e per la spongata.

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Cosa c'è intorno

Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.