Il nome di questo paese è un errore consolidato. La denominazione giusta sarebbe Castelvecchio, perché anticamente si chiamava Castrum vetus; da lì venne la forma latina volgarizzata Castellum vetus, poi abbreviata in Castelvetus e italianizzata in Castelvetro — cioè una deformazione, che però è quella rimasta. Anche lo stemma ha subito lo stesso destino: deriva dal blasone dei Coppalati, marchesi di Castelvetro, ma i fiocchi che vi compaiono, adottati dal 1889 e attestati anche prima, sarebbero una corruzione dei gigli dei Farnese; e nelle rappresentazioni più antiche, al posto della torre, c'era un castello con tre torrette merlate. In questo paese, insomma, le cose si sono corrotte due volte, e tutte e due le volte è rimasta la versione sbagliata. Castelvetro è il comune più basso della provincia di Piacenza, all'estremità settentrionale dell'Emilia-Romagna, sul Po, al confine con la provincia di Cremona.
L'origine si riallaccia a una fortezza romana, che però già nel Duecento era ridotta a un ammasso di rovine insieme alle mura che la cingevano. Il primo documento che accenni all'esistenza del borgo è una pergamena cremonese del quindici ottobre del 1055: riguarda l'investitura, a favore dei canonici della cattedrale di Cremona, di terreni posti in varie località, fra cui Castelvetro, che a quei canonici appartenne a lungo. Il paese seguì poi le sorti di Cremona, fu incorporato nello Stato Pallavicino, assorbito dal Ducato di Milano e infine passò ai Farnese, che nel 1698 lo concessero in investitura al marchese Federico Coppalati; e di quella famiglia un esponente, don Gherardo, fu parroco di Castelvetro dal 1724 al 1745. I Coppalati lo tennero fino ai primi dell'Ottocento, e nel 1814 il paese fu promosso capoluogo del comune. Una cosa vale la pena ricordarla per intero: alla sagra della Madonna del Rosario, nella parrocchia dello Spirito Santo in Croce, nel 1837 fu invitato a dirigere la propria Messa solenne un giovanissimo Giuseppe Verdi. Nella stessa chiesa c'è un organo Lingiardi del 1865. La stazione ferroviaria, inaugurata nel 1933, è senza traffico passeggeri dal 2013.
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Nei dintorni di Castelvetro Piacentino
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