Fusignano

Provincia: Ravenna · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 8.259 · CAP: 48034

La sera del due aprile del 1632 i Corelli tentarono di uccidere il marchese Mario Calcagnini, che teneva il feudo di Fusignano. L'agguato fallì, e la repressione non ebbe misura: il capofamiglia Rodolfo Corelli fu decapitato e poi squartato, il palazzo di famiglia venne abbattuto, il suolo arato e cosparso di sale a eterna ignominia. Quel pezzo di terra si chiamò per un secolo la Spianata dei Corelli, e nessuno ci costruì nulla. Il marchese, per parte sua, due anni dopo lasciò Fusignano lo stesso, scambiandola col feudo di Formigine a vantaggio dei cugini. Ventun anni dopo l'agguato nacque in paese Arcangelo Corelli. E furono i Corelli, nel 1753, a donare quel terreno salato alla parrocchia perché vi si costruisse una chiesa: dentro fecero fare una cappella per la propria famiglia e una per i Calcagnini, una accanto all'altra, a dire che era finita.

Il paese, del resto, era nato da un disastro. A metà del Duecento una piena del Senio sommerse alcuni villaggi a sud di Lugo che appartenevano ai conti di Cunio, e la gente rimase senza casa; nel 1257 i conti la trasferirono dodici chilometri più a nord, su un terreno comprato apposta, e vi costruirono un castrum. Fusignano è quello: un posto fatto per chi aveva perduto il proprio. L'acqua tornò a contare nel Novecento, ma come linea di fronte. Prima però era arrivata la politica: il dodici gennaio del 1923 i fascisti uccisero Battista Emaldi, il sindaco socialista del primo dopoguerra. Poi l'avanzata alleata si fermò quattro mesi sul Senio, il castello dei Calcagnini fu distrutto dalle bombe nel 1944, e il ventitré aprile di quell'anno, al Palazzone, oltre cento fra fascisti e tedeschi uccisero undici persone tra partigiani e coloni. Il paese fu liberato nell'aprile del 1945.

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