Nel 1882 l'irredentista triestino Guglielmo Oberdan attraversò clandestinamente il confine per attentare alla vita dell'imperatore Francesco Giuseppe, in visita a Trieste. A Versa lo notò il messo comunale, che ne parlò al sindaco Giovanni Natale Baldassi, il quale segnalò il sospetto alla gendarmeria di Gradisca; Oberdan si rifocillò in un'osteria del posto — ancora aperta — ripartì verso Trieste e fu arrestato a Ronchi soprattutto grazie a quella segnalazione. L'imperatore conferì al sindaco una croce d'oro di merito con corona, «in riconoscimento della loro particolare assiduità alla pubblica sicurezza». È il modo più diretto per capire da che parte del confine stava questo paese: fino al 1919 Romans era austriaca, e la Grande Guerra la fece da austriaca. La leva nell'esercito austroungarico era obbligatoria dai diciotto ai quarant'anni; gli uomini finirono sul fronte orientale in Galizia, e chi fu preso prigioniero passò gli anni nei campi in Ucraina, dove vide da vicino la rivoluzione russa. Fra Romans, Versa e Fratta la guerra costò settantadue morti in uniforme asburgica, e al ritorno i reduci furono considerati sorvegliati speciali: nessun onore militare, perché avevano combattuto dalla parte sbagliata.
Il 25 maggio 1915 arrivarono le truppe italiane e il paese diventò retrovia, con gli ospedali da campo; per le sue strade passarono Vittorio Emanuele III, Enrico Toti, un giovane bersagliere di nome Mussolini e Giuseppe Ungaretti, che proprio a Versa scrisse alcuni dei suoi versi più noti. Sotto tutto questo c'è molto altro: nel 1986, in località San Zorç, è stata scoperta una delle più vaste necropoli longobarde d'Italia. Un documento del 2 febbraio 1170 nomina i tre nuclei del territorio — Latina, Raccogliano e Pradigoi — e due di quei nomi sono di origine slava, perché intorno all'anno Mille il patriarca di Aquileia aveva ripopolato con genti slovene una terra svuotata dalle incursioni ungare. Nel 1326 si cita una centa, cioè le case raccolte e fortificate attorno alla chiesa: è lì che la gente si rifugiò durante le scorrerie turche del 1472, del 1477 e in quella terribile del 1499.
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