Zoppola

Provincia: Pordenone · Regione: Friuli-Venezia Giulia · Abitanti: 8.419 · CAP: 33080

Il castello fu costruito intorno all'undicesimo o dodicesimo secolo a difesa della strada che dal guado sul Tagliamento portava a Pordenone. Cambiò padrone più di una volta, finché nel 1405 castello e giurisdizione furono assegnati alla famiglia di Antonio Panciera, vescovo di Concordia, poi patriarca di Aquileia e cardinale — e a quella famiglia il maniero appartiene ancora. Dell'antico sistema difensivo sopravvive soltanto la torre maestra, per giunta mozzata; ma il cortile interno conserva gli affreschi di Pomponio Amalteo, e c'è ancora lo studiolo del cardinale, con il soffitto ligneo dorato e dipinto.

Il paese compare nel 1103 come Zaupola; la radice è quella che dà il friulano ciaup, il tronco, poi il trogolo e per estensione l'abbeveratoio, la pozza. Ma nel 1259 i documenti lo chiamano Zaupola Romana, e quell'aggettivo probabilmente serviva a distinguerlo da un insediamento vicino che parlava un'altra lingua, presumibilmente slovena: il confine fra due lingue, scritto dentro una carta del Duecento. Zoppola sta nell'area di tutela del friulano, e qui si parla anche veneto. Di un altro castello, quello che il vescovo di Concordia fece costruire a Cusano nel 1268 sopra una fortificazione precedente, non resta nulla: le tracce si persero nell'Ottocento, quando fu realizzata la ferrovia. Nella chiesetta di Ovoledo, sulle vele della volta, Girolamo del Zocco dipinse gli evangelisti accompagnati da angeli musicanti; nella stessa chiesa una parete porta una decorazione onirica a grottesche.

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