Sant'Eleuterio, patrono di Arce
📅 Ogni anno, il 29 maggio
Arce festeggia sant'Eleuterio di Arce il 29 maggio, nel santuario a lui dedicato.
Arce conta 5.783 abitanti sulle colline della media valle del Liri. Il nome viene dal latino arx, la fortezza, oppure da Arcanum, il monte su cui il paese è adagiato, e il primo documento che lo nomina è la Cosmographia dell'Anonimo ravennate, del settimo secolo. Era un posto che valeva la pena prendere, e infatti l'hanno preso tutti: i longobardi di Benevento nel 702, i saraceni due volte nel nono secolo, gli ungari nel 937, poi i monaci di Montecassino, i normanni, Enrico VI, Federico II, Carlo d'Angiò. Più tardi si trovò sul confine fra il Regno di Napoli e lo Stato della Chiesa, un confine che qui era segnato da quattordici cippi.
Nel maggio del 1849 passarono di qui Garibaldi e i garibaldini, e una lapide sulla facciata del municipio lo ricorda. Quello che accadde vale però più della lapide: rispondendo a Mazzini, che gli chiedeva di sospendere le operazioni nel Regno, il generale disse «obbedisco». È la stessa parola che lo rese famoso diciassette anni dopo a Bezzecca, quando accettò l'ordine di ritirarsi dal Trentino; ma la prima volta che la pronunciò fu qui. La guerra tornò nel 1944, quando le truppe alleate arrivate da Cassino misero fine all'occupazione tedesca dopo la battaglia di Monte Grande e Monte Piccolo.
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📅 Ogni anno, il 29 maggio
Arce festeggia sant'Eleuterio di Arce il 29 maggio, nel santuario a lui dedicato.
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Fuori da Arce, ma a portata di gita.