San Marco Galileo, patrono dell'area archeologica
📅 Ogni anno, il 1° ottobre
Atina festeggia san Marco Galileo il 1° ottobre.
Virgilio la chiama Atina potens, Atina la potente, e nell'Eneide la mette fra le città che prepararono le armi in soccorso di Turno contro Enea; la leggenda le attribuisce una fondazione di Saturno nell'età dell'oro, insieme ad altre cinque città latine il cui nome comincia per A. La storia consegna invece una città volsca, poi parte della lega sannitica, posta sulla strada fra Sora e Casinum e vicina alle miniere di ferro del monte Meta. Cicerone scrisse che Atina era madre di tanti uomini illustri che nessuna città d'Italia poteva dirsi più ricca. Di quell'epoca restano tratti di mura poligonali, databili fra il settimo e il secondo secolo avanti Cristo.
Distrutta dai longobardi e ricostruita nel 626, attorno all'anno ottocento era già sede vescovile, come descrive un diploma di Carlo Magno. Nel 1349 un terremoto la buttò giù di nuovo: il palazzo Cantelmo, che oggi è il municipio, fu costruito dopo quel sisma dove prima stava la rocca dei d'Aquino, e sul portone d'ingresso è murato un bassorilievo romano. Il ferro del Meta è tornato più volte: una ferriera al santuario di Canneto dal 1774, chiusa nel 1799 durante l'occupazione francese, e una ferriera borbonica a Rosanisco, la cui costruzione si fermò con l'occupazione piemontese del 1861. Nel 1845 i Visocchi aprirono una cartiera, e più tardi una centrale idroelettrica sul Melfa.
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