Redondesco

Provincia: Mantova · Regione: Lombardia · Abitanti: 1.335 · CAP: 46010

Nello stemma di questo comune c'è uno sgabello rotondo, ed è colpa di una lettura. I documenti più antichi chiamano il paese Radoldeschio — così un diploma imperiale del 982 — e Radaldisco in un altro del 1055; nei testi successivi compare spesso la forma Rotundiscus, che qualcuno lesse come «desco rotondo», pensando alla forma tonda del borgo o del castello, e da quella lettura è nato lo stemma comunale: uno scanno rotondo color legno su fondo verde e azzurro. Il Beffa-Negrini, per la verità, girava il ragionamento e faceva derivare il nome dallo stemma. Un documento del 22 febbraio 884 chiamerebbe invece il paese Aprehensa Gardondesca, e per qualcuno quell'Aprehensa indicherebbe un territorio di forma rotonda circondato dall'acqua; il Guerrini, dal canto suo, nota che il prefisso re- viene sempre da rivus, fiume, e che edon vale «rotondo»: Redondesco direbbe insomma che il paese è bagnato tutt'intorno dai fiumi, e in effetti lo irrigano il Tartaro Fabrezza e il vaso Fuga, i due Tartari dell'ovest mantovano.

Su questo paese circolano poi due rivendicazioni grosse. La prima: secondo alcuni Redondesco corrisponderebbe all'antica Andes, il paese natale di Virgilio, e l'argomento è toponomastico — Andes, come nome celtico, aveva l'accento sull'ultima vocale e in origine sarebbe stato Arandès, come moltissimi toponimi celtici col suffisso in Ar-, e proprio quell'Arandès romanizzato in Andes starebbe dentro il nome Redondesco. La seconda: studi recenti, del 2014, hanno proposto sempre su base toponomastica che la battaglia dei Campi Raudii, dove furono annientati i Cimbri, si sia svolta nella fascia compresa fra Redondesco, che in epoca longobarda era Raudaldisco, e Rodigo, che era Raudingo — nomi che rimandano entrambi ai campi «raudi» vicino alla via Postumia, sulla strada che i Cimbri avrebbero fatto scendendo dal Brennero; e poco lontano, nel comune di Castellucchio, c'è una località che si chiama Cimbriolo. È un'ipotesi che i seicenteschi Ganelli e Agnelli avevano già sostenuta. Documentata, invece, è la chiesa: dal diploma di Ottone II del 982 si sa che parte di Redondesco apparteneva ai canonici di Santa Maria di Cremona, e uno di Enrico III del 1005 conferma al vescovo di Mantova la plebem de Radaldisto; nel 1145 una bolla papale a favore del vescovo di Verona nomina qui una chiesa di San Zenone, vicino alla riva del Tartaro.

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Farina bianca e gialla, mandorle, burro e zucchero, che si rompe con le mani: la sbrisolona è il dolce di Mantova, già alla corte dei Gonzaga.

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