Sbrisolona
Farina bianca e gialla, mandorle, burro e zucchero, che si rompe con le mani: la sbrisolona è il dolce di Mantova, già alla corte dei Gonzaga.
Leggi la scheda →A Gazoldo si entra da due parti sole: da ovest, per la provinciale che viene da Piubega, e da nord o da sud lungo il tracciato della via Postumia, la strada romana. La frazione San Fermo, invece, è nota per una stranezza che le strade non spiegano: è divisa fra tre comuni diversi. Il nome del paese è longobardo e viene da gahagium, la foresta cintata, chiusa, cioè un terreno recintato secondo il sistema fondiario dei Longobardi; con la terminazione finale significherebbe alto bosco bandito.
Il documento più antico che lo nomina è del 1215, nel Liber Potheris del comune di Brescia, dove si descrivono fondi ad Gazoltum in Mantuana: già allora, insomma, si precisava che stava di là dal confine, in territorio mantovano. Il secondo nome è invece dell'Ottocento: dall'originario Gazzoldo si passò nel 1879 a Gazoldo degli Ippoliti, dai feudatari del posto. In una delle loro residenze cinquecentesche, villa Ippoliti, dal 1980 c'è il museo d'arte moderna. Duemilanovecentosessantotto abitanti in provincia di Mantova.
Farina bianca e gialla, mandorle, burro e zucchero, che si rompe con le mani: la sbrisolona è il dolce di Mantova, già alla corte dei Gonzaga.
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Fuori da Gazoldo degli Ippoliti, ma a portata di gita.