Rea sta nell'Oltrepò pavese, sulla destra del Po, e con quel fiume ha un rapporto che è tutto suo. Il Po qui ha cambiato corso di continuo: si è trovato a volte a nord del paese, a volte a est, a volte a ovest come è adesso; nel Seicento scorreva fra Rea e Verrua, e un vasto territorio che oggi sta nel Siccomario, chiamato ancora Rotto di Rea, apparteneva all'Oltrepò e faceva capo a questo paese. Eppure, a differenza di tanti altri centri rivieraschi, Rea non è mai stata distrutta del tutto e non si è mai ritrovata sull'altra sponda: da che se ne ha memoria è sempre stata di qua. Il fiume, però, l'ha rifatta: la pianta del paese, appena due secoli fa, era sensibilmente diversa da quella di oggi, ed è per questo che un paese noto dal Duecento ha l'aria di essere moderno.
Nel tredicesimo secolo sembra che facesse capo alla podesteria di Broni, poi passò a quella di Casteggio, di cui era il limite settentrionale, e all'inizio del Cinquecento ne fu staccato; apparteneva allora in gran parte ai Beccaria del Mezzano, anche se non è chiaro se ne fossero proprio i feudatari. Nel Settecento il comune di Rea comprendeva anche Bressana; all'inizio dell'Ottocento gli fu unito Argine, che ne è ancora frazione. Nel 1929 il comune fu soppresso e unito a Verrua Po, e ricostituito nel 1954. Dal punto di vista religioso Rea apparteneva alla diocesi di Piacenza, come risulta dalle Rationes Decimarum, fino a quando tutto l'Oltrepò passò a quella di Tortona. Una curiosità: il comune non ha ancora adottato un proprio stemma. L'economia si regge sull'agricoltura, sulle imprese artigiane e sull'industria della carta.
Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.
Nei dintorni di Rea
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.
Luoghi da vedere entro 25 km
Fuori da Rea, ma a portata di gita.
