Rea

Provincia: Pavia · Regione: Lombardia · Abitanti: 432 · CAP: 27040

Rea sta nell'Oltrepò pavese, sulla destra del Po, e con quel fiume ha un rapporto che è tutto suo. Il Po qui ha cambiato corso di continuo: si è trovato a volte a nord del paese, a volte a est, a volte a ovest come è adesso; nel Seicento scorreva fra Rea e Verrua, e un vasto territorio che oggi sta nel Siccomario, chiamato ancora Rotto di Rea, apparteneva all'Oltrepò e faceva capo a questo paese. Eppure, a differenza di tanti altri centri rivieraschi, Rea non è mai stata distrutta del tutto e non si è mai ritrovata sull'altra sponda: da che se ne ha memoria è sempre stata di qua. Il fiume, però, l'ha rifatta: la pianta del paese, appena due secoli fa, era sensibilmente diversa da quella di oggi, ed è per questo che un paese noto dal Duecento ha l'aria di essere moderno.

Nel tredicesimo secolo sembra che facesse capo alla podesteria di Broni, poi passò a quella di Casteggio, di cui era il limite settentrionale, e all'inizio del Cinquecento ne fu staccato; apparteneva allora in gran parte ai Beccaria del Mezzano, anche se non è chiaro se ne fossero proprio i feudatari. Nel Settecento il comune di Rea comprendeva anche Bressana; all'inizio dell'Ottocento gli fu unito Argine, che ne è ancora frazione. Nel 1929 il comune fu soppresso e unito a Verrua Po, e ricostituito nel 1954. Dal punto di vista religioso Rea apparteneva alla diocesi di Piacenza, come risulta dalle Rationes Decimarum, fino a quando tutto l'Oltrepò passò a quella di Tortona. Una curiosità: il comune non ha ancora adottato un proprio stemma. L'economia si regge sull'agricoltura, sulle imprese artigiane e sull'industria della carta.

Cosa c'è intorno

Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.