Il nome viene da una torre. Un diploma del XII secolo di Federico I parla del territorio di Turris Centum Costarum, la torre delle cento coste, feudo del vescovo di Tortona da annettere al Principato di Pavia; la torre col suo fortilizio era stata costruita un secolo prima. Prima ancora, sull'altopiano del Maresco, c'era stato un villaggio romano chiamato Dianum, dal tempio dedicato a Diana: fu distrutto nel V secolo e dei suoi abitanti non si è più saputo nulla.
Per secoli, però, il comune non si chiamò così: il nome ufficiale era Sant'Antonino, una delle frazioni sulle colline, e solo intorno al 1800 si cominciò a dire Torrazza Coste; la sede comunale si spostò dopo il 1815. Un errore, invece, gira ancora nelle storie locali: dopo l'estinzione dei Beccaria di Pieve del Cairo, nel 1591, il feudo passò ai conti Rovida di Pavia e a loro restò fino alla fine del feudalesimo — l'infeudazione ai Paleari che si legge in giro nasce dalla confusione con l'attuale Torrazzetta di Borgo Priolo, che allora si chiamava anch'essa Torrazza. Oggi qui si fa vino, e a Riccagioia c'è un centro di sperimentazione e selezione clonale della vite.
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