Villanova d'Ardenghi

Provincia: Pavia · Regione: Lombardia · Abitanti: 770 · CAP: 27030

Il nome dice che cos'era: una villa nova, un insediamento agricolo fondato o rifondato probabilmente nel decimo secolo, quando queste terre appartenevano al monastero di Santa Maria Teodote di Pavia. Poco dopo ne divennero signori gli Ardenghi, tanto che già nel 1250 il posto si chiamava Villanova de Ardenghis. Sta sul ciglio del terrazzo che domina la valle alluvionale del Ticino, sul percorso storico della via Francigena, fra Gropello Cairoli e Pavia. La parrocchiale di San Cristoforo risale al Duecento; sul fianco, attorno al 1980, il pittore Piero Maccaferri ha realizzato in una grande nicchia un mosaico con il santo che porta sulle spalle il piccolo Gesù.

Con la vicina Carbonara il legame era stretto — per qualche tempo perfino la chiesa dipese dalla parrocchia di là — ma dal punto di vista feudale le due strade si divisero: dal Quattrocento al Seicento Villanova appartenne agli Eustachi di Pavia, feudatari di buona parte della Lomellina sudorientale, e dal 1666 ai Peverelli di Milano, prima di passare con tutta la Lomellina ai Savoia nel 1713. Nei campi appena fuori dal paese, lungo la ferrovia per Vercelli, è stata girata la scena più nota del Ragazzo di campagna: quella in cui il contadino Artemio e i suoi amici passano il pomeriggio a guardare il treno che passa.

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