Questo comune è fallito per via delle cause. Nel 1488 Colorina e Fusine si erano messe insieme per emanciparsi da Berbenno di Valtellina, e l'8 aprile del 1513 nacque il comune di Colorina; da lì in avanti è una storia di liti. Nel 1524 arrivò una scomunica di papa Clemente VII per le cause sull'usucapione dei nativi bergamaschi della Valmadre; nel 1533 il comune ottenne gli alpeggi di Cogola e Bernasca; nel 1583 l'arciprete di Berbenno gli garantì un cappellano, ma solo sulla carta; nel 1634 cominciò una lite con Forcola per i confini sul Vendullo delle Ortiche. La contesa con Buglio in Monte per la Busca Spessa era partita nel 1532 e si chiuse soltanto nel 1831: tre secoli. Nel 1781, intanto, il comune era andato in bancarotta proprio per le spese delle cause territoriali.
Il nome è probabilmente un diminutivo del dialettale còler, cioè nocciola, dal latino corylus. Colorina è stata fra i primi comuni della provincia di Sondrio ad avere uno stemma, concesso nel 1973: nel quartier franco, dove per convenzione si mette l'autorità a cui il comune era sottoposto, c'è una corona che sta per Carlo Magno, il quale nel 775 aveva donato questo territorio all'abbazia di Saint-Denis; nello scudo ci sono un abete, un prato e una vacca al pascolo, che sono il lavoro del posto. Il paese sorge sul conoide di deiezione del torrente Presio, quel ventaglio di materiale che il torrente ha portato a valle e che si è rivelato buono per l'agricoltura, e sale dal fondovalle fino a circa milleottocento metri. Il mulino Zamboni, ad acqua e con la macina di pietra dell'Ottocento, funziona ancora.
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