San Marco Evangelista, patrono del Mulino ad Acqua
📅 Ogni anno, il 25 aprile
Castelbellino festeggia san Marco Evangelista il 25 aprile, nella chiesa a lui dedicata.
Castelbellino ha un nome che suona gentile e non lo è: viene da Castrum Ghibellinum, il nome che il castello prese una volta ricostruito, verso la metà del Trecento, come rifugio dei ghibellini fuoriusciti dalla vicina Jesi. Prima si chiamava Morro Panicale. La fortezza l'avevano fondata gli Attoni, famiglia di stirpe e legge longobarda arrivata dall'Umbria oltre l'Appennino e diventata conte di Jesi, che sulla collina si erano messi per esercitare meglio i propri diritti feudali sulla fertile zona sottostante. La prima volta che Morro Panicale compare in un documento è nel 1079, quando il conte Ugo degli Attoni dona all'eremo di Camaldoli un appezzamento di terra qui per costruirci un'abbazia. Nel maggio del 1194 il conte Trasmondo di Morro Panicale fece atto di sottomissione al comune di Jesi — e quella fu la prima di una serie di sottomissioni e conquiste che nel corso del Duecento formarono il contado di Jesi, la Respublica Æsina, una circoscrizione durata fino al 1808. Il castello che si sarebbe chiamato dai ghibellini, insomma, comincia consegnandosi alla città da cui poi accoglierà i loro esuli.
Verso la metà del Trecento, per essersi schierato contro l'esercito del cardinale Albornoz, il castello fu distrutto e i capi ghibellini esiliati; venne ricostruito con tenacia, e dovette affrontare la stessa cosa di nuovo nel 1517. Federigo Angelelli ha scritto delle incursioni di Francesco Maria I della Rovere nella provincia — lo stesso anno e lo stesso uomo che Corinaldo respinse dopo ventitré giorni d'assedio — con la distruzione della rocca di Jesi il tre giugno, i cittadini fatti prigionieri, e cinquantatré case bruciate a Jesi e duecentotré a Castelbellino: nel castello ne andarono a fuoco più che in città. Oggi Castelbellino è per estensione uno dei comuni più piccoli della provincia e uno dei più densamente abitati. È il primo dei castelli che si incontrano risalendo da Jesi la media valle dell'Esino; le pendici sotto di lui sono vigneti, perché qui siamo nella zona del Verdicchio dei castelli di Jesi; e a Pantiere, giù a valle, nel 1939 è stata trovata una statuetta di notevoli dimensioni raffigurante un Ercole italico dei primi decenni del quinto secolo avanti Cristo.
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Fuori da Castelbellino, ma a portata di gita.