La chiesa di San Domenico, a Casale Monferrato, fu fondata nel 1472 dal marchese Guglielmo VIII di Monferrato e terminata nel 1506; fu affidata ai padri domenicani, e negli stessi anni venne costruito anche il convento. Chiesa e convento rimasero uniti fino al 1822, quando una parte del convento fu divisa in tre lotti e ceduta a privati.
Cosa vedere
La facciata è in cotto, scandita da contrafforti sporgenti. L'elemento di maggior pregio è il portale del 1505, sormontato da un rosone. I molti restauri, soprattutto quelli del Settecento, hanno cambiato a fondo la struttura e fuso il gotico, il rinascimentale e il barocco. L'interno è a tre navate, con alte colonne.
Le opere d'arte vanno dal Quattrocento al Settecento. C'è una Madonna col Bambino quattrocentesca di scuola fiamminga; ci sono tele con storie di san Domenico, il miracolo del libro e la resurrezione del nipote del cardinale Colonna, e la Battaglia degli Albigesi di Pier Francesco Guala; altri dipinti sono attribuiti a Nicolò Musso, Giovan Battista Caire e Guglielmo Caccia. In una tomba cinquecentesca è sepolto Benvenuto Sangiorgio, cavaliere gerosolimitano e membro del Senato casalese, e la chiesa accoglie anche le tombe di alcuni principi Paleologi e Gonzaga. Nel convento si segnalano la cappella del Rosario, ricca di stucchi, il chiostro rinascimentale, la torre campanaria e il salone quattrocentesco.
La visita
Orari di apertura e delle messe vanno verificati sul posto, e così la possibilità di vedere gli ambienti del convento.
Il consiglio della redazione
Guardate bene il rosone sopra il portale: tutt'intorno ha i segni dello zodiaco. E dentro contate le navate: sono tre, ma un tempo erano quattro. La quarta fu soppressa dai domenicani nel 1675, per rendere la chiesa simmetrica.




