La chiesa che a Casale Monferrato è conosciuta come Santa Caterina sta in piazza Castello e si chiama in realtà Santa Maria delle Grazie: il nome d'uso viene dalle monache domenicane di Santa Caterina, a cui apparteneva. La comunità era nata nel 1471 come gruppo di terziarie, e il 6 luglio 1528 la marchesa Anne d'Alençon le donò il palazzo marchionale. La chiesa di oggi è del primo Settecento: l'aula interna, riservata alle monache, risulta finita nel 1715; quella esterna, affacciata sulla piazza, fu consacrata nel 1726 da monsignor Radicati. Il progetto è attribuito a Giovanni Battista Scapitta, di Moncalvo, architetto del ducato del Monferrato.
Cosa vedere
Fuori si notano la grande cupola e la facciata a due ordini, leggermente curva, con lesene e colonne che avanzano vicino al portale, cornici sporgenti e un frontone modanato in cima. Una decorazione di stucco a foglie d'acanto modella i due piani; dietro si alza il tamburo, su cui posa la cupola con il lanternino.
L'interno è a croce greca, e gli affreschi ne coprono per intero le pareti. Fino al cornicione lavorò Giovanni Carlo Aliberti, che dipinse santi e allegorie delle Virtù; il tamburo e la cupola sono dei pittori Benaschi e Vittore. L'altare maggiore di marmi policromi e la statua della Vergine Assunta furono eseguiti nel 1780 dallo scultore Giovan Battista Bernero.
La visita
La chiesa appartiene al Collegio Convitto Municipale Trevisio. Negli anni Novanta era stata chiusa al pubblico per difficoltà di gestione e di manutenzione; dal 2010 dell'apertura e della manutenzione ordinaria si occupa l'Associazione Santa Caterina Onlus, a cui conviene rivolgersi per giorni e orari.
Il consiglio della redazione
Conviene sapere, prima di entrare, che le aule sono due: quella esterna, per i fedeli, e quella interna, detta anche Coro delle Monache, luogo di preghiera privato delle religiose, collegato direttamente a Palazzo Trevisio, che era il nucleo del convento. La divisione rispondeva alle regole per i conventi di clausura dettate dal Concilio di Trento.




