La chiesa di San Domenico, a Chieri, è una chiesa gotica del Trecento, unita al convento vicino. I domenicani erano stati accolti in città alla fine del Duecento dalla famiglia Broglia; la costruzione di chiesa e convento cominciò nel secolo successivo. In origine era a tre navate, ma nel giro di un centinaio d'anni ai suoi fianchi crebbero numerose cappelle delle famiglie patrizie. L'ordine domenicano regge ancora oggi il convento e la chiesa.
Cosa vedere
La facciata non è lineare e piatta: segue l'andamento delle antiche mura di difesa della città. Lesene sporgenti fanno da contrafforti ai muri e alla facciata, e ognuna finisce in una guglia. Dentro, le colonne sono a fasce orizzontali di due colori.
Nel 1614 la decorazione del coro fu affidata a Guglielmo Caccia, il Moncalvo: sulle pareti laterali, sopra gli stalli di legno, ci sono due sue grandi tele, la Moltiplicazione dei pani e la Resurrezione di Lazzaro. È suo anche il dipinto della cappella del Rosario, con la Vergine, il Bambino e le storie del Rosario. La chiesa ha poi opere di Giovanni Martino Spanzotti, e nella prima cappella a sinistra le copie di una Deposizione di Gaudenzio Ferrari e di un quadro del Guercino, il cui originale sta in San Domenico a Torino.
La visita
Orari di apertura e delle messe vanno verificati con il convento o sul sito turistico del Comune di Chieri.
Il consiglio della redazione
Sulla prima colonna di sinistra cercate la Madonna del latte, un affresco che mostra la Vergine mentre allatta il Bambino. In chiesa c'è anche una statua di Giuseppe Girotti, sacerdote ordinato proprio qui, morto nel campo di Dachau durante la seconda guerra mondiale e beatificato ad Alba nel 2014.






