La Sacra di San Michele sta in cima al monte e si vede da mezzo Piemonte, ma il potere dell'abbazia si esercitava quaggiù, in questo palazzo alle pendici del Pirchiriano. Qui risiedeva il castellano, qui si amministrava la giustizia, qui gli abati venivano quando dovevano occuparsi di cose terrene. La montagna era la preghiera; questo era l'ufficio.
Cosa vedere
La costruzione partì dopo che Federico Barbarossa investì l'abate del territorio di Sant'Ambrogio, e fu completata nel 1176. Un documento del secolo dopo lo chiama castello dell'abate, e castello era: sede di comando su un borgo che cresceva lungo la strada di Francia.
Poi cominciarono i guai. Nel 1363 truppe mercenarie inglesi distrussero il palazzo e saccheggiarono il borgo, con l'appoggio dell'abate stesso. Nei due secoli seguenti passò a spagnoli, francesi e infine ai Savoia, che lo armarono; fu danneggiato in due assedi e ridotto a rudere, usato come cava di pietra e poi inglobato dalle case del paese.
La visita
Il palazzo è appena sopra il centro storico di Sant'Ambrogio, a pochi minuti a piedi; è stato restaurato e si visita in occasione di aperture ed eventi, quindi conviene verificare prima. Mezz'ora.
Il consiglio della redazione
Salite e guardate verso valle. Da qui si vede l'imbocco della Val di Susa e, dietro, la pianura torinese: chi stava in questo punto controllava la strada per la Francia, cioè il traffico, i pellegrini e i dazi. Non è un bel panorama capitato per caso, è la ragione per cui il palazzo fu costruito esattamente qui.
