La chiesa di Sant'Agostino, a Modugno, sta tra via Tagliamento e via Veneto. Nasce da una cappella gentilizia del Cinquecento dedicata a Santa Maria delle Grazie, della famiglia Faenza, che si trovava fuori dalle mura, nella zona detta della «porta staccata». Il 17 marzo 1591 Maria Faenza donò il terreno vicino agli agostiniani, che si trasferirono a Modugno nel 1593: li avevano voluti le famiglie nobili arrivate dalla Lombardia al seguito di Isabella d'Aragona e di Bona Sforza. La nuova chiesa, che inglobava la cappella ed era annessa al convento, fu consacrata il 18 marzo 1618. Nel 1807 chiesa e convento passarono al demanio, poi al Comune, che nel 1820 li affidò al Sacro Monte di Pietà per farne un ospedale; la chiesa andò in degrado. Ceduta al Capitolo arcivescovile e restaurata, è parrocchia dal 2 dicembre 1950; i lavori, proseguiti fino al 1967, modificarono la facciata e l'interno.
Cosa vedere
Il portale rettangolare in legno porta la data del 1858. Lo sormonta un timpano triangolare con un bassorilievo della Madonna delle Grazie con il Bambino e la data 1609; nell'architrave ci sono gli stemmi del Comune e dei Faenza, un bassorilievo di sant'Agostino e l'iscrizione «AUGUSTINUS LUX DOCTORUM – FIRMAMENTUM ECCLESIE». Più su, in una piccola nicchia con volta a conchiglia, c'è un busto dell'Ecce Homo, e poi una grande finestra rettangolare con la cornice a fasce di fogliame. I fregi sono dei modugnesi Giovanni Colella e Tonno de Attolico e degli altamurani Stefano de Piscioia e Scipione Cagnazzi. Sul lato sinistro si alza un campanile a vela a doppio fornice; a sinistra dell'ingresso si vede il chiostro dell'ex convento.
L'interno è a navata unica, con volta a botte lunettata, quattro cappelle gentilizie a destra e quattro grandi archi a sinistra. Gli stucchi, a motivi vegetali e angelici, sono del 1721, del napoletano Maurizio D'Alesio. La prima cappella, già della famiglia Stella, è dedicata a san Nicola da Tolentino: l'altare in barocco leccese, con colonne tortili e putti, fu commissionato nel 1716 da Giuseppe Stella a Pasquale Simone, e la statua lignea del santo è del 1785, dello scultore andriese Arcangelo Spirdicchio. Sopra il presbiterio c'è la cantoria in legno dipinto di verde e dorato, con una grande aquila bicipite e i simboli dell'ordine, il cuore trafitto da una freccia e un libro; l'organo positivo di scuola napoletana è del 1718, restaurato nel 2003.
La visita
La quarta cappella, quella cinquecentesca dei Faenza, è stata trasformata in sagrestia negli anni Cinquanta. Orari di apertura e delle messe vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
A Modugno la processione dei misteri del venerdì santo si chiama «du monde», del monte: partiva da questa chiesa, dove aveva sede la confraternita del Sacro Monte di Pietà, e fino ai lavori degli anni Cinquanta le statue stavano qui, in una serie di nicchie. Con gli agostiniani cambiò anche il patrono della città, da san Pietro Martire, domenicano, a san Nicola da Tolentino.



