La chiesa di Santa Maria del Suffragio, a Modugno, è chiamata da tutti chiesa del Purgatorio, dal nome della confraternita che ne è proprietaria. Sta in piazza Sedile, che fino al 1822 si chiamava largo Purgatorio. Fu costruita a partire dal 1639 e consacrata nel 1766. La confraternita, fondata nel 1632 dall'arcivescovo Ascanio Gesualdo, vi si insediò nel 1651; il numero dei componenti è fissato a ventiquattro, secondo l'uso seicentesco. Il sagrato sopraelevato è la sommità di una cisterna per l'acqua piovana, sistemata nel 1860 a cura della confraternita.
Cosa vedere
La facciata in tufo è preceduta da un pronao neoclassico in pietra levigata, del 1846, chiuso da un grande cancello in ferro battuto con effigi di teschi. Il portale ligneo a due battenti, opera di un artista modugnese del Seicento, è fatto di ventotto pannelli sbalzati con anime purganti, mascheroni, rosoni e cherubini; sulla trabeazione corre una scritta latina con la data 1641. Sul fianco sinistro, sopra un ingresso secondario, un bassorilievo con le anime del purgatorio e un teschio porta l'iscrizione «QUOD SIM VIDE», guarda ciò che sono. In alto resta il timpano triangolare di un tetto spiovente abbattuto nel 1948 perché pericolante, con un piccolo campanile a vela.
L'interno è a navata unica, con cinque grandi archi sormontati da matronei comunicanti e volte a botte. Il pavimento maiolicato del presbiterio è del 1720. Si contano quarantasei dipinti di scuola napoletana seicentesca, una trentina dei quali attribuiti al bitontino Carlo Rosa. La cantoria seicentesca, in legno dorato e intarsiato, ha la tela della Madonna del Suffragio e due piccoli organi simmetrici del Settecento; anche il pulpito è in legno dorato.
La visita
La chiesa è della confraternita, tuttora attiva: orari di apertura e delle funzioni vanno verificati sul posto.
Il consiglio della redazione
Il pronao è una ricostruzione, e una lapide spiega perché. Il 12 agosto 1842 un funambolo tese una fune tra il timpano della chiesa e una costruzione vicina: la fune non era adatta, il timpano e il portico sottostante crollarono e morirono alcuni ragazzi venuti a vedere lo spettacolo. Ai lati del portale ci sono alcuni reperti in pietra, tra cui uno stemma seicentesco con la scritta «MEMENTO MORI» e una chiave di volta con un teschio e la data 1653.



