Cosa vedere · San Severo

Altri punti di interesse

  • Chiesa di San Giovanni Battista

    La chiesa di San Giovanni Battista, arcipretale e collegiata, è la quarta parrocchia di San Severo. Fu elevata a collegiata il 16 luglio 1849.

    Cosa vedere

    Eretta nel XII secolo e dotata di grandi ricchezze da Giovanna d'Angiò, la chiesa aveva l'ingresso opposto a quello attuale, aperto dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1731. L'esterno ha una sobria facciata ottocentesca e un bel campanile settecentesco, rimasto incompiuto.

    Lo spazioso interno, barocco, custodisce numerose tele di Nicola Menzele, autore anche del grande Battesimo di Gesù che orna il soffitto, del 1779, pregevoli statue lignee, tra cui l'ottocentesco San Giovanni Battista di Giuseppe d'Onofrio, e un raffinato fonte battesimale romanico in pietra.

    La visita

    La chiesa si trova a San Severo. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Sull'esterno si conservano materiale lapideo d'età romana, proveniente da Lucera e dall'antica Teano, alcune epigrafi e due leoncini stilofori romanici.

  • Chiesa di San Lorenzo delle Benedettine

    La chiesa di San Lorenzo delle Benedettine, detta anche di San Benedetto, è monumento nazionale e uno dei più importanti edifici sacri di San Severo. È rettoria e grancia di San Severino ed è annessa al monumentale monastero delle monache benedettine.

    Cosa vedere

    Fu edificata su un progetto dell'architetto napoletano Giuseppe Astarita, notevolmente modificato da Ambrosio Piazza nel 1782. Ha una superba facciata rococò in marmo di Apricena, eseguita entro il 1789 dallo scultore Pietro Palmieri su disegno del Piazza, e un elegante campanile con cupoletta maiolicata. Il tempio è il massimo esempio pugliese di chiesa barocca a pianta centrale.

    All'interno spiccano l'elegante decorazione a stucco realizzata dal Piazza e i tre superbi altari progettati dall'architetto Gennaro Sanmartino e realizzati da Vincenzo d'Adamo nel 1793, impreziositi dalle ultime sculture documentate di Giuseppe Sanmartino; l'altare maggiore è uno dei capolavori del genere. Si ammirano inoltre i dipinti di Nicola Menzele, del 1785 circa, il raffinato pulpito ligneo del 1790, le ricche gelosie in legno dorato dei matronei e le statue ottocentesche di san Lorenzo, san Benedetto e santa Scolastica, opere di Arcangelo Testa, e di sant'Anna.

    La visita

    La chiesa si trova a San Severo, accanto al monastero delle benedettine. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Sul matroneo centrale, in corrispondenza dell'altare maggiore, c'è un ricco organo positivo attribuito a Fabrizio Cimino, del 1740 circa, che ricorda la straordinaria vocazione canora delle «Signore Monache» e la famosa cappella musicale del monastero, con un importante fondo manoscritto di composizioni, tra gli altri, di Pergolesi, Insanguine, Jommelli, Capotorti e Piccinni.

  • Chiesa Matrice di San Severino Abate

    La chiesa di San Severino abate, monumento nazionale, è il più antico edificio sacro di San Severo, attestato per la prima volta nel 1059. Rappresenta il cuore storico e religioso della città, della quale è prima parrocchia, chiesa matrice, arcipretale e tempio civico.

    Cosa vedere

    Tra l'età longobarda e quella bizantina il monachesimo benedettino si irradiò da Montecassino, e con esso il culto di san Severino, apostolo del Norico: sul probabile itinerario della variante della Via Francigena oggi chiamata Via Sacra Langobardorum sorse una chiesetta dedicata al santo, presso cui nell'XI secolo, grazie all'afflusso di pellegrini diretti a Monte Sant'Angelo, si formò l'odierna città, originariamente detta Castellum Sancti Severini. L'originaria chiesetta benedettina a tre navate fu trasformata in un tempio a unica navata entro il 1224, anno in cui fu riconsacrata da Risandro, vescovo di Melfi. Subito dopo il 1295, sotto Carlo II d'Angiò, fu ampliata con materiali di risulta provenienti con ogni probabilità dall'abbandonato palatium Bellumvidere di Federico II: la navata fu prolungata e si aggiunse il transetto, da cui l'odierna pianta a croce latina, resa suggestiva dalla caratteristica abside inclinata, che simula il capo reclinato di Cristo. Il terremoto del 30 luglio 1627 danneggiò pesantemente la chiesa; ricostruita, fu decorata entro la metà del Settecento con un festoso barocco ricco di colore, con finti marmi e architetture, affreschi e soffitti dipinti. Nel 1780 l'interno fu quasi completamente imbiancato a calce, assai probabilmente per disinfezione durante la pandemia influenzale detta «morbo russo». Pericolante e chiusa nel gennaio 1960, dopo quarantotto anni di abbandono e di restauri discussi fu riaperta al culto il 27 aprile 2008; tra il 2021 e il 2023 un nuovo restauro integrale ha recuperato l'opulenta decorazione settecentesca delle pareti.

    La facciata maggiore, in pietra e laterizio, ha un portale con l'iscrizione che ricorda la riconsacrazione del 1224 e, in una nicchia nel timpano, una statuetta tardomedievale di san Severino in abiti di apostolo. La facciata del transetto, più ricca, ha un portale d'età federiciana attribuito a Bartolomeo da Foggia, con sontuoso archivolto sorretto da mensole leonine, un rosone a sei raggi e un trittico a bassorilievo con il santo in abiti pontificali tra due angeli, del XII secolo. Accanto sorge il campanile, il maggiore della città, alto cinquanta metri: la parte inferiore, in pietra squadrata con una bifora gotica, è medievale e porta due meridiane ottocentesche; quella superiore, barocca e in laterizio, fu costruita intorno al 1730 e termina con una guglia piramidale rivestita di tegole maiolicate. L'interno, profondo trentasei metri, ha un'unica navata; presso l'ingresso il grande battistero ha un fonte lapideo del XIII secolo, con la base formata da un capitello romanico rovesciato, sormontato da un ciborio ligneo settecentesco. Tra le opere c'è una pala con la Madonna di Costantinopoli con san Marco evangelista e sant'Antonio abate, di scuola veneziana, del 1540; nel transetto si vedono, a destra, un grande arco gotico in pietra e, a sinistra, il fastoso organo di Innocenzo Gallo, del Settecento, sotto il quale è un presepio dei primi dell'Ottocento dello scultore napoletano Arcangelo Testa.

    La visita

    La chiesa si trova a San Severo. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Il corpo del santo titolare, custodito nella basilica di San Sossio di Frattamaggiore, è giunto in questa chiesa in peregrinatio due volte, nell'ottobre del 2008 e nell'ottobre del 2011; il tempio conserva comunque due reliquie insigni del santo.

  • Santuario Beata Vergine del Soccorso

    Il santuario della Beata Vergine del Soccorso di San Severo, altrimenti noto come chiesa di Sant'Agostino, è il maggiore santuario della diocesi di San Severo. Elevata a santuario nel 1957, la chiesa è grancia di San Nicola e sede dell'Arciconfraternita del Soccorso.

    Cosa vedere

    Dedicata in origine a san Pietro, la chiesa fu eretta nel XII secolo e divenne sede dei padri agostiniani, che vi affiancarono un monastero attestato già nel Trecento. Tornati in città dopo un periodo di allontanamento, i monaci vi promossero il culto della Madonna nera, che nel 1857 fu eletta patrona egualmente principale della città e della diocesi, insieme a san Severino e san Severo: secondo la tradizione la statua della Madonna del Soccorso, resa barocca nel 1760 dall'artista Nicola Antonio Brudaglio di Andria, sarebbe giunta dalla Sicilia. Quando il monastero agostiniano fu definitivamente soppresso, nel 1652, la devozione fu tenuta viva dai massari di campo, i possidenti, che dopo il 1679 si riunirono in confraternita.

    Completamente ristrutturata tra il 1750 e il 1759, nel 1780 la chiesa ebbe l'elegante facciata in pietra, opera di Pietro e Gregorio Palmieri. L'altare maggiore, del marmorario napoletano Vincenzo Palmieri, fu realizzato entro il 1768; di poco successivi sono i due eleganti altari laterali in marmo policromo, di san Michele e di san Raffaele, quest'ultimo con una statua lignea del 1750 di Domenico Urbano. Lo slanciato campanile barocco è frutto di stratificazioni sette-ottocentesche. Nel 1912, sotto la direzione di Severino del Giudice, l'interno fu radicalmente ammodernato: l'unica spaziosa navata fu decorata con fitti fregi neorinascimentali in stucco e cartapesta, di cartapesta è anche il cassettonato, e si eresse una nuova cona marmorea di gusto umbertino per custodire la statua della Madonna; degli stucchi preesistenti si conservano soltanto quelli della sobria cupola neoclassica.

    La visita

    Il santuario si trova a San Severo. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Da cercare, tra le opere degne di nota: l'organo a canne di Pasquale d'Onofrio, del 1815, il coro ligneo settecentesco, il presepe e la statua di san Michele in legno dipinto, entrambi di Giuseppe Catello, e i grandi angeli reggifiaccola in legno dorato, dell'Ottocento, ai lati dell'altare maggiore.

  • Teatro Comunale Giuseppe Verdi

    Il Teatro comunale Giuseppe Verdi di San Severo è la massima sala teatrale della Capitanata e il terzo teatro all'italiana della Puglia, dopo il Petruzzelli di Bari e il Politeama Greco di Lecce.

    Cosa vedere

    Erede del Teatro Real Borbone, una struttura di oltre quattrocento posti inaugurata nel 1819 e chiusa nel 1927, a sua volta erede del primo teatro pubblico cittadino, quello settecentesco del Decurionato, fu costruito su progetto di Cesare Bazzani, con lavori iniziati nel 1929 e conclusi nel 1936. Sorse in zona centralissima, sul vasto giardino del monastero delle Benedettine, con pianta quasi trapezoidale; gli eleganti e imponenti prospetti, di chiaro stile neoclassico, si imposero su corso Garibaldi, con la facciata, e sul «Giro Esterno», con il fianco sinistro. Fu inaugurato il 9 dicembre 1937 con l'Andrea Chénier di Umberto Giordano, protagonista Rosetta Pampanini: il compositore, invitato, non poté venire per motivi di salute e si scusò per lettera, dicendosi orgoglioso, come pugliese, che la sua San Severo potesse vantare uno dei teatri più belli e moderni d'Italia. Dedicato a Giuseppe Verdi nel 1975, fu chiuso nel 1987 per restauri e riaperto nel 1991; i prospetti esterni sono stati restaurati nel 2002.

    L'interno è assai raffinato: al vasto foyer, dai toni caldi e dorati, corrisponde il più ampio e severo ridotto dei palchi, oggi auditorium, circondato da spaziosi salottini. La sala all'italiana, dall'ottima acustica, ha cinque ordini, con un vasto loggione e un grande anfiteatro, e mostra un meditato eclettismo che sembra ripercorrere la storia degli edifici teatrali europei dall'antichità classica alla contemporaneità. Dalla grandiosa cupola, che richiama quella del Pantheon di Roma, pende un gigantesco lampadario di cristallo di Murano, del peso di circa dieci quintali (ditta Venini, 1935). Le decorazioni in stucco e i dipinti su tela furono eseguiti, su istruzione di Bazzani, dall'artista sanseverese Luigi Schingo. Nato con milleseicento posti, il teatro ha un palcoscenico profondo quindici metri e largo venti, con cinquanta camerini distribuiti su sei piani.

    La visita

    Il teatro si trova a San Severo, in centro, con la facciata su corso Garibaldi. Le fonti consultate non riportano informazioni sulla biglietteria né sul calendario degli spettacoli: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Tra gli eventi che hanno segnato la storia del teatro spicca la prima assoluta di «Ferdinando», capolavoro del drammaturgo Annibale Ruccello, andata in scena il 28 febbraio 1986, diretta dallo stesso autore e interpretata da Isa Danieli.

  • Museo Diocesiano

    Il Museo diocesano di San Severo è un importante contenitore d'arte sacra, allestito nei locali ipogei del seicentesco Palazzo del Seminario, nel sotterraneo dell'edificio.

    Cosa vedere

    Il museo conserva argenti sacri, gioielli di oreficeria profana, che sono ex voto, statuaria lignea e lapidea, ricchi paramenti sacerdotali e dipinti di epoche diverse.

    Tra i manufatti più significativi spiccano un reliquiario in pietra e onice del 1045, una collezione di piatti da colletta medievali in rame sbalzato, alcune notevoli statue lignee policrome medievali e rinascimentali e preziosi ostensori argentei barocchi. Un piccolo lapidario conserva epigrafi del V-III secolo a.C. provenienti da Teanum Apulum e da Sant'Agata di Tremiti.

    La visita

    Il museo si trova nel Palazzo del Seminario, a San Severo. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati. Nel museo sono allestite di tanto in tanto mostre di genere diverso, archeologiche, di pittura o fotografiche.

    Il consiglio della redazione

    Il museo ha un sito ufficiale sul portale della diocesi di San Severo, diocesisansevero.it, e una scheda su ameipuglia.it.

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