Serrenti

Provincia: Sud Sardegna · Regione: Sardegna · Abitanti: 5.028 · CAP: 09027

A Serrenti si costruisce in due modi opposti. Il paese ha cave di trachite di ottima qualità, e con quella pietra a Cagliari sono stati fatti il palazzo di giustizia, il mercato vecchio e la facciata del cimitero di San Michele. La tradizione locale però è fatta dell'altro materiale, la terra cruda: dal 2013 il LAT, Laboratorio Arti della Terra — in sardo Domu in Ladiri, la casa di mattoni crudi — ospita il corso di laurea in architettura in terra cruda e sviluppo sostenibile organizzato dalla cattedra UNESCO dell'università di Cagliari. Il paese sta su un pianoro appena rilevato, dove la pianura del Campidano comincia a rompersi in collinette: al confine con Furtei la macchia mediterranea prende il posto del grano e della vite.

Il territorio era abitato in epoca nuragica — restano i nuraghi Bruncu Su Castiu, Monti Mannu, Genna Serrenti e Cuccuru Turri — e in epoca romana, con le rovine di villaggi nelle località Gutturrosa, Sa Conca Manna e Santus Angius. Nel medioevo Serrenti fu del giudicato di Cagliari, nella curatoria di Nuraminis; caduto il giudicato, nel 1258, passò ai pisani e intorno al 1355 agli aragonesi, che ne fecero feudo di Francesco di Valguarnera. Estinto quel casato, nel 1436, il paese passò per le mani di parecchie famiglie, fino ai Simon e ai Ricca di Castelvecchio, che lo tenevano nel 1736 e ai quali fu riscattato nel 1839, quando la feudalità venne soppressa. Nei campi si coltivano grano duro, pomodori e carciofi, e da qualche anno anche asparagi. Ogni primo lunedì di ottobre si festeggia santa Vitalia, in sardo Santa Vida, compatrona della parrocchia dal 2017.

Cosa c'è intorno

Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.