La patrona di Palma di Montechiaro è Maria Santissima del Rosario, festeggiata l'8 settembre. La chiesa madre a lei dedicata fu completata nel 1666, in cima a una larga scalinata, insieme al secondo palazzo ducale del 1659 e al monastero delle Benedettine del 1637, primo edificio della città.
Palma fu fondata il 3 maggio 1637 nella baronia di Montechiaro dai fratelli gemelli Carlo e Giulio Tomasi, dopo che Carlo ottenne dal re Filippo IV di Spagna la licentia populandi; l'effettivo artefice della fondazione fu però il potente zio dei gemelli, Mario Tomasi de Caro, capitano del Sant'Uffizio dell'Inquisizione di Licata. I primi abitanti giunsero da Ragusa, città natale dei Tomasi, e da Agrigento, Licata, Naro e Caltanissetta; a difesa della città dagli attacchi dei pirati saraceni, il duca Carlo fece costruire una torre dedicata a san Carlo, e già nel 1652 il paese contava un notevole numero di abitanti e abitazioni. La fondazione di Palma faceva parte di una campagna di legittimazione della famiglia Tomasi di Lampedusa, nobiltà ancora poco radicata nell'aristocrazia siciliana: fra i suoi discendenti figura Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de «Il Gattopardo», che possedeva ancora proprietà nella zona di Palma e vi ambientò gran parte delle vicende del romanzo, mascherandone appena il nome in «Donnafugata». Il monastero delle Benedettine fu fortemente voluto da Isabella Tomasi, figlia del duca, divenuta nel monastero suor Maria Crocifissa della Concezione e celebre mistica, la cui causa di beatificazione è in corso da anni.