Il Teatro popolare Samonà è il teatro di Sciacca progettato da Giuseppe e Alberto Samonà. L'idea nacque all'inizio degli anni Settanta, dopo che nel 1951 il vecchio Politeama Mariano Rossi era stato demolito per fare spazio al parcheggio della stazione degli autobus. Nel 1973 i Samonà presentarono il progetto di massima insieme al piano particolareggiato del quartiere di Cammordino; i lavori cominciarono ufficialmente nel 1979, ma dopo tre anni il cantiere si fermò e, nonostante una ripresa nel 1988, il teatro rimase incompiuto a lungo. Fu inaugurato il 23 maggio 2015, ancora non completato.
Cosa vedere
L'edificio è una composizione di tre solidi accostati: un parallelepipedo, che contiene il palcoscenico e i servizi per gli artisti, un tronco di cono inclinato e una semipiramide, che ospitano le due sale, da 980 e da 230 spettatori. Intorno al corpo del teatro scale, pensiline e uscite dovevano, nelle intenzioni dei progettisti, legarlo al tessuto della città.
Sui lati corti del parallelepipedo e sulla semipiramide ci sono decorazioni in ferro con un occhio, un orecchio e un bucranio, realizzate da Alberto Samonà con l'artigiano saccense Giuseppe Bentivegna. Accanto all'ingresso della sala maggiore c'è una stele di marmo bianco, l'«unità delle arti», con il disegno delle «due mani che stringono» di Ben Shahn e, dall'altro lato, la pianta del teatro.
La visita
Programmazione e aperture vanno verificate con il Comune o con gli enti che gestiscono il teatro.
Il consiglio della redazione
Nel 2009 il regista Werner Herzog propose di mettere in scena qui l'Anello del Nibelungo di Wagner facendo esplodere il teatro nel finale del Crepuscolo degli dei: l'idea fu giudicata irrealizzabile, perché per abbattere quella massa di cemento armato sarebbe servito tanto esplosivo da mettere a rischio la città.




