Il patrono di Butera è san Rocco, festeggiato il 16 agosto, con il santuario a lui dedicato in via Armando Diaz.
La collina di Butera è stata meta di stanziamenti umani fin dalla preistoria: tracce di insediamenti sicani risalenti all'età del bronzo medio, fra il 1400 e il 1000 a.C., sono emerse nella parte più alta del costone roccioso, mentre più in basso una necropoli a strati sovrapposti servì da cimitero della piccola comunità preistorica fra l'VIII e il V secolo a.C. Il castello di Butera, noto anche come castello arabo-normanno, sorge su un'altura a circa 402 metri sul livello del mare, da cui dominava strategicamente la valle del fiume Salso e le vie di comunicazione interne della Sicilia centro-meridionale. La famiglia Alagona detenne la contea fino al 1392, quando, ostile al re Martino, fu sconfitta e la terra le venne confiscata: assieme alla torre di Falconara fu ceduta al principe catalano Ugo di Santapau, con un diploma concesso il 18 ottobre a Castrogiovanni per i servizi resi al re aragonese nella guerra contro i ribelli. Secondo la tradizione popolare, il castello di Butera sarebbe collegato tramite cunicoli sotterranei proprio al castello di Falconara, alimentando ancora oggi leggende locali legate alla rete difensiva medievale del territorio.