Il patrono di San Cataldo, che al santo deve anche il proprio nome, è festeggiato il 10 maggio. La chiesa madre, con bolla vescovile agrigentina datata al 18 agosto 1632, fu voluta dal barone Vincenzo Galletti di Fiumesalato, marchese di San Cataldo: i lavori furono completati sotto il principe Giuseppe Galletti, che per la consacrazione invitò il proprio fratello Pietro, vescovo di Catania, il 9 maggio 1739. In quell'occasione la chiesa, in origine intitolata alla Natività di Maria, fu ridedicata all'Immacolata Concezione, sebbene la vecchia intitolazione non si sia mai del tutto persa: sull'altare maggiore rimane ancora oggi il dipinto della Natività, detto di Sant'Anna. Solo l'8 dicembre 2019, a conclusione dell'anno speciale per il 280º anniversario della consacrazione, la nuova intitolazione fu resa definitiva.
A quattro chilometri a nord della città, in contrada Vassallaggi, si trovano i resti dell'antica città di Motyon, sorta nella prima età del bronzo come centro indigeno abitato, si ritiene, dai Sicani: l'area archeologica conserva manufatti in ceramica rossa decorata a motivi geometrici e sepolture «a forno».