La patrona di Motta Sant'Anastasia è sant'Anastasia, festeggiata il 25 agosto. Sull'origine del nome del paese esistono diverse ipotesi: secondo alcuni studiosi, «Motta», termine normanno, e «Anastasia», nome greco-bizantino, furono accostati fra il XII e il XIV secolo, quando i cittadini si associarono nella devozione e nel culto della santa, patrona della cittadina.
La parte più antica dell'abitato fu edificata su un neck, una rupe di origine vulcanica formatasi in seguito a una lunga ed intensa eruzione risalente a 550.000 anni fa. Fin dal periodo di Dionisio, tiranno di Siracusa, Motta ricoprì un ruolo di notevole importanza come roccaforte di avvistamento e di difesa, ruolo che crebbe ulteriormente in epoca normanna, quando Ruggero I d'Altavilla vi fece edificare una torre per presidiare l'imbocco della piana di Catania e proteggere i possedimenti normanni dalle incursioni saracene. Il castello, un dongione a pianta rettangolare alto 21 metri, fu costruito fra il 1070 e il 1074 per volontà del conte Ruggero il Normanno; nel 1526 la città divenne feudo di Antonio III Moncada, conte di Adernò, e per quattro secoli, fino al 1900, il maniero fu destinato essenzialmente a prigione. Motta Sant'Anastasia è oggi nota anche per la sua tradizione di sbandieratori, fra le manifestazioni storiche riconosciute patrimonio culturale italiano dalla Federazione Italiana Sbandieratori.