Il patrono di Rometta è san Leone, festeggiato il 20 febbraio. Fra il 725 e il 780 il santo, vescovo di Catania detto san Leone da Ravenna o il Taumaturgo, trovò asilo a Rometta dopo essersi opposto alle disposizioni iconoclastiche dell'imperatore bizantino Costantino V, che ne aveva ordinato l'arresto: rifugiatosi in alcuni centri dei Nebrodi, Leone giunse infine a Rometta, dove si ritirò sulle boscose colline peloritane e visse per alcuni anni in una grotta, da eremita, prima di fare ritorno a Catania, dove morì nel 789.
Rometta conserva importanti testimonianze della propria storia bizantina, fra cui la chiesa comunemente detta del «Santissimo Salvatore», la cui dedica esatta è in realtà «Santa Maria dei Cerei» o «Santa Maria della Candelora»: costruita fra il V e il VI secolo, presenta una pianta a croce greca inserita in un quadrilatero. Dal 1320 al 1342, durante i tumulti dei Vespri siciliani, la chiesa e il monastero della Candelora ospitarono, con il permesso di Federico III di Sicilia, la comunità delle religiose del vicino monastero di Santa Chiara di Basicò. Riconquistata dai bizantini nel 1038 grazie alla spedizione di Giorgio Maniace, Rometta tornò agli Arabi nel 1043 e fu infine conquistata dai Normanni nell'XI secolo.
