La chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti, a Carini, fu costruita nel Seicento ed è un esempio pieno di barocco. Con ogni probabilità fu finita nel 1707: lo dice una lapide, tagliata, che si trova nel transetto.
Cosa vedere
L'interno è rivestito da una scena ricchissima di stucchi, con un movimento di putti di scuola serpottiana. Più in basso due «teatrini», a rilievo a tutto tondo, mettono in scena quadri di agonizzanti, il tema a cui la chiesa è intitolata.
Lungo le due pareti laterali il dorato degli stucchi si alterna agli affreschi con momenti della vita della Madonna, attribuiti a Filippo Tancredi e in parte a Filippo Randazzo. Nella volta sta il grande affresco dell'Incoronazione della Vergine, e altre tele completano l'insieme.
La visita
Orari di apertura e delle funzioni vanno verificati sul posto o sul portale turistico di Carini.
Il consiglio della redazione
Lo sguardo, entrando, finisce sulla tela in fondo: la Madonna degli Agonizzanti, un dipinto legato alla cultura fiamminga che lavorava in Sicilia nella prima metà del Seicento. Guardatela per ultima, dopo gli stucchi, perché è il punto verso cui tutta la decorazione converge.




