Il 1° maggio 1131 il re normanno Ruggero II diede inizio alla costruzione della basilica cattedrale della Trasfigurazione a Cefalù, legando la fondazione al voto espresso dopo essere scampato a una tempesta marittima. Al di là del racconto tradizionale, il sovrano intendeva erigere una chiesa dinastico-monumentale sul modello carolingio-normanno con torri gemelle e avancorpo. Inserita dal 2015 nel patrimonio mondiale UNESCO all'interno dell'itinerario arabo-normanno di Palermo, Cefalù e Monreale e dichiarata monumento nazionale nel 1941, la cattedrale fonde elementi romanici nord-europei, tratti bizantini e decorazioni arabo-normanne.
Cosa vedere
La facciata è inquadrata da due torri quadrangolari alleggerite da bifore e monofore, coronate nel Quattrocento da cuspidi differenti: una a pianta quadrata con merli a fiammella simboleggia l'autorità papale, l'altra a pianta ottagonale con merli ghibellini rappresenta il potere regio. Tra le torri s'innesta il portico a tre fornici realizzato nel 1472 da Ambrogio da Como, che protegge la Porta Regum e il suo portale marmoreo decorato. All'esterno dell'abside centrale e di quelle laterali spiccano archetti incrociati e mensoloni scolpiti del XII secolo raffiguranti volti zoo-antropomorfi, simili ai motivi del Calvados a Caen. L'interno a croce latina è suddiviso in tre navate da sedici colonne di spoglio (quattordici in granito rosa e due in cipollino) sovrastate da capitelli romani del II secolo d.C., mentre due capitelli figurati del XII secolo reggono l'arco trionfale. Il soffitto in legno della navata centrale conserva rilievi dipinti con figure e animali fantastici attribuiti a maestranze arabe. Nel presbiterio elevato risplende il ciclo musivo bizantino commissionato da Ruggero II a maestri giunti da Costantinopoli attorno al 1145 e completato su oltre 600 metri quadrati. Nel catino absidale domina il Cristo Pantocratore che sostiene il Vangelo di Giovanni aperto sulle righe in greco e latino «Io sono la luce del mondo». Sotto la figura di Cristo si allineano la Madonna orante tra i quattro arcangeli e le fasce con gli apostoli ed evangelisti. Tra le opere d'arte figurano un fontanile battesimale del XII secolo intagliato da un unico blocco con quattro leoni, il crocifisso ligneo dipinto da Guglielmo da Pesaro nel 1468, l'affresco di Urbano V della fine del XIV secolo, una tela della bottega di Antonello Gagini e 72 vetrate astratte contemporanee realizzate da Michele Canzoneri a partire dal 1985. Sotto le strutture è stato rinvenuto anche un lacerto di mosaico policromo paleobizantino del VI secolo.
La visita
L'ingresso alla cattedrale avviene dal sagrato rialzato, un antico cimitero che la tradizione voleva ricoperto da terra trasportata da Gerusalemme. All'esterno della cattedrale, lungo il fianco settentrionale e posizionato a 3,40 metri al di sotto del transetto, si sviluppa il chiostro medievale. Il complesso rettangolare, modello per le successive strutture siciliane come Monreale, conserva l'eccezionale ciclo di capitelli figurati su colonnine binate lungo le corsie sud e ovest, quest'ultima ricostruita all'inizio del Novecento e riaperta al pubblico nel 2003 dopo un restauro conservativo.
Il consiglio della redazione
Nel percorrere la navata centrale occorre soffermarsi ad osservare l'asimmetria delle due cuspidi quattrocentesche e la decorazione dei mensoloni absidali esterni, cogliendo l'inconsueta fusione tra il verticalismo gotico-normanno delle gallerie del transetto e l'oro scintillante dell'abside bizantina.
