Il patrono di Roccamena è san Giuseppe, festeggiato il 19 marzo con messa in suffragio, sfilate della banda musicale locale e soprattutto con la preparazione degli «Altari di San Giuseppe»: lauti banchetti allestiti dai devoti come ringraziamento per una grazia ricevuta, un tempo destinati ai poveri, con pasta con le sarde, cannoli, cassateddi e i «cucciddati», un pane particolare che viene benedetto e distribuito. Il patrono viene festeggiato una seconda volta nella seconda settimana di agosto, con le «Funzioni», una sacra rappresentazione tratta dai Vangeli apocrifi che rievoca il ritorno della Sacra Famiglia dall'Egitto.
Il paese, fondato a metà Ottocento dal principe Giuseppe Beccadelli di Camporeale, deve il proprio nome, secondo la tradizione, a un'esclamazione del fondatore, «Che rocca amena», colpito dalla bellezza del paesaggio. Nel territorio comunale si trova la zona archeologica di Monte Maranfusa, con i resti del castello di Calatrasi, già feudo dei normanni Malcovenant e descritto dal geografo arabo Idrisi come «castello appariscente e fortilizio primitivo e valido da farvi affidamento»; poco più a valle sorge il suggestivo ponte Calatrasi, noto come «Ponte del Diavolo», risalente alla seconda metà del XII secolo.