La chiesa di San Giovanni alle catacombe si trova ad Acradina, a Siracusa, sopra le catacombe omonime, e conserva ancora tracce del fascino che spingeva i viaggiatori del Settecento e dell'Ottocento a visitarla.
Cosa vedere
Per lungo tempo vi è stata riconosciuta un'antica cattedrale di Siracusa, sorta extra moenia sopra le catacombe, dove secondo la tradizione fu sepolto il primo vescovo, san Marciano, martirizzato sotto Gallieno e Valeriano a metà del III secolo. La facciata sud, danneggiata dal terremoto del 1693 e restaurata nel Settecento, ha un portico ricostruito con materiale di spoglio; a sinistra si nota l'antica facciata normanna con il rosone e il portale decorato. Nello stesso luogo sorgeva in età greca classica una latomia, poi un'officina di vasai legata a un'area di culto pagana, e in età tardo imperiale un cimitero cristiano, in uso almeno fino al 423. Verso la metà del VI secolo, forse in relazione al soggiorno di papa Vigilio a Siracusa, il sepolcreto fu manomesso per far posto alla cripta di san Marciano, e sopra fu edificata la chiesa a tre navate, con dodici colonne doriche in riferimento agli apostoli.
Nell'878, durante l'assedio arabo di Siracusa, il comandante Giafar ibn Muhammad pose il suo accampamento nella chiesa, che dopo le probabili devastazioni fu rimaneggiata e vide ridursi a dieci il numero delle colonne. Nel 1428 fu addossata alla parete nord una cappella rettangolare con portico, e nel 1630 la chiesa, caduta in disuso, fu concessa ai Carmelitani di Montesanto, che vi inserirono una nuova struttura orientata diversamente. Anche il viaggiatore Vivant Denon la visitò nel 1778, durante il Grand Tour, insieme alle catacombe. Particolarmente importante è la cripta di san Marciano, che accolse il corpo del primo vescovo finché, per l'invasione araba, le reliquie furono trasferite a Gaeta; è tuttora frequentata come luogo religioso sia da cattolici sia da ortodossi, e l'assetto attuale è di età normanna.
La visita
Per raggiungere la cripta, dove nell'anno 61 avrebbe predicato l'apostolo Paolo, si scende una ripida scala e si entra nella sala principale: a un lato, in una piccola cappella, si trova il sepolcro in muratura del santo, con una piccola apertura per il contatto con le reliquie, e al centro l'altare circondato da quattro colonne, con quattro pilastri normanni i cui capitelli portano i simboli degli Evangelisti. Dal piano della basilica si scende a sinistra alle catacombe di San Giovanni, le più recenti fra le siracusane, in uso fino alla fine del V secolo; la visita è in genere organizzata con guida, e orari e modalità vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Nella cripta cercate sulle pareti le rovinatissime tracce di pittura, fra cui quella detta delle due Alessandre, a nord: sono fra i pochi resti delle decorazioni più antiche del luogo.






