Teatrodante Carlo Monni
Il teatro ottocentesco di Campi Bisenzio che fece chiamare il paese «la piccola Parma», riaperto nel 2007.
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Il teatro ottocentesco di Campi Bisenzio che fece chiamare il paese «la piccola Parma», riaperto nel 2007.
Il grande parco di Campi Bisenzio con la Ragnaia, il bosco settecentesco nato per catturare gli uccelli con le reti.
La chiesa di Sant'Andrea è la chiesa principale di San Donnino, frazione di Campi Bisenzio lungo la via Pistoiese, alle porte di Firenze. Un primo edificio sorse nell'XI secolo sulla strada tra Firenze e Pistoia; un tempo chiamata Sant'Andrea a Brozzi, fu per secoli suffraganea della pieve di Brozzi, e oggi ha lo stesso parroco di San Donnino a Campi. Nei secoli fu rimaneggiata più volte sotto il patronato dei Mazzinghi e dei Tornaquinci. Nell'agosto 1944 fu fatto saltare il campanile, che danneggiò l'abside, e il 4 novembre 1966 l'alluvione di Firenze colpì duramente la chiesa: molte opere furono allora trasferite nel museo accanto.
In chiesa ci sono un'acquasantiera in marmo del Quattrocento e un altare a parete con arco in pietra, affrescato nel Quattrocento dai Ghirlandaio con il Battesimo di Cristo e la Madonna col Bambino in trono tra i santi Sebastiano e Giuliano. Il crocifisso dipinto dell'altare maggiore è di Giovanni di Francesco, del 1455 circa.
Nel chiostro accanto c'è il Museo d'arte sacra, aperto negli anni Novanta del Novecento per iniziativa del priore Giovanni Momigli. Conserva il pulpito in pietra del Quattrocento, l'Annunciazione tra i santi Eustachio e Antonio abate del cosiddetto Maestro dell'Annunciazione di Brozzi, un trittico trecentesco venuto dalla chiesa di San Donnino, due tavole del Quattrocento con san Giuliano e san Rocco, opere di Botticini, una lunetta con i santi Alberto e Sigismondo legata a Raffaellino del Garbo e una Madonna del Rosario con santi di Matteo Rosselli, oltre a oreficerie, documenti e paramenti.
Orari della chiesa e del museo vanno verificati con la parrocchia. Accanto sorge Spazio Reale, un complesso voluto dal priore che ospita attività culturali, sociali e sportive.
Nel 1919 la chiesa era ridotta a magazzino per i prodotti agricoli, e il recupero cominciò solo nel 1934 con l'ingegnere Alfredo Barbacchi. Un tempo l'edificio era circondato da un frutteto, e la loggia della facciata fu ricostruita nell'Ottocento.
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