Villa Torrigiani si trova in via del Gomberaio a Camigliano, frazione di Capannori, e risale alla seconda metà del Cinquecento. È citata per la prima volta nel 1593 come proprietà dei Buonvisi; passò poi a Nicolao Santini, ambasciatore della Repubblica di Lucca a Versailles, che alla fine del Seicento ne rifece in stile barocco la facciata sud, probabilmente ispirato dall'architettura francese. Nel 1816 Vittoria Santini sposò Pietro Guadagni, che prese il nome della madre, Torrigiani, per ereditarne beni e titolo di marchese.
Cosa vedere
La facciata principale si distingue per la sua policromia: pietra grigia e tufo giallo alternati nei pilastri e negli archi, marmo bianco delle statue, intonaco ocra in basso e bianco in alto. Una grande scala a ventaglio sale a una serliana, ripetuta più grande al piano superiore, con due balconi ornati di statue e una cupoletta in cima; la decorazione fu opera dell'architetto bolognese Alfonso Torregiani. Il retro, tardo rinascimentale, ha un grande portico tuscanico; all'interno ci sono uno scalone ellittico, stucchi e, nell'attico, un teatrino privato.
Il viale d'accesso è segnato da una fila di cipressi lunga circa 700 metri; in fondo, presso il cancello, c'è un piccolo borgo un tempo destinato al personale. Il parco, impostato dai Santini intorno al 1650 e trasformato nell'Ottocento, conserva la vasca rotonda, il giardino segreto di Flora e soprattutto il Ninfeo dei Venti, con un passaggio a tunnel sotto le scale, grotte con draghi, donne-serpente, gufi e civette, mosaici di ciottoli e una statua di Flora.
La visita
La villa è stata set di Una su tredici, del 1969, con Vittorio De Sica e Sharon Tate, e di alcune scene d'interni del Marchese del Grillo di Mario Monicelli. Orari e modalità di visita vanno verificati prima.
Il consiglio della redazione
Attenzione agli scherzi d'acqua: il marchese li usava per sorprendere gli ospiti, che cercando riparo nel tempietto di Flora finivano bagnati dall'acqua che scendeva dalla cupola.



