Chiesa di San Giovanni Decollato
Chiesa barocca di piazza Mercurio a Massa, del 1639-41, a pianta centrale con cupola ottagonale.
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Chiesa barocca di piazza Mercurio a Massa, del 1639-41, a pianta centrale con cupola ottagonale.
L'Arco del Salvatore è un arco di trionfo di Massa, voluto nel 1690 dal duca Carlo II Cybo-Malaspina per celebrare la nascita del Ducato di Massa. Fungeva da antiporta per la scomparsa Porta del Pino o di San Francesco.
L'arco è decorato con grandi bugne in calcare cavernoso, ha quattro pilastri marmorei, una targa celebrativa e la statua del Salvatore, che gli dà il nome.
Delimita piazza Santa Settimina, che anticamente era il punto di accesso alla città dalla porta settentrionale, la demolita Porta di San Francesco, adiacente al duomo. Oggi la piazza è delimitata dall'arco e da un muro con nicchie che la separa dal palazzo episcopale.
L'arco è all'ingresso di piazza Santa Settimina, presso il duomo, nel centro storico di Massa. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita. La vicina piazza Duomo si apre davanti alla facciata del duomo, in fondo a via Dante Alighieri, tra il bianco del marmo apuano e il giallo del palazzo episcopale.
In una delle nicchie del muro di piazza Santa Settimina è ospitata la Fontana del Battì, attribuita secondo alcuni a Michelangelo.
Porta Martana, detta anche Porta Toscana, è l'accesso meridionale alla città di Massa, in stile rinascimentale. Fu costruita per volere di Alberico I Cybo-Malaspina nel 1557, in sostituzione di una precedente porta medievale; se ne ha notizia dal 1564.
Sorge nel quartiere del Prado, in un punto strategico sulla Via Pedemontana, che collegava la città con il resto della regione, e fa parte della nuova cerchia muraria voluta anch'essa da Alberico I. Per questo in zona sorsero altri edifici, come la Sala d'Armi e il Bastione Martana, usato per l'addestramento militare, e le omonime piazze, nelle quali confluiva la maggior parte delle strade della città. Piazza Martana nasce dalla confluenza di via Alberica, via Beatrice e via Bigini ed era il luogo delle prove militari.
Le Scuderie Ducali o Sala d'armi, innalzate nel Cinquecento da un certo «Alberti», hanno un loggiato a tre campate e oggi ospitano la caserma della Polizia di Stato. Il bastione con il tempo è stato trasformato in carrozzeria e poi in abitazione, e l'adiacente piazza Bastione ospita oggi un parcheggio. Il rifugio antiaereo della Martana fu realizzato negli anni Quaranta per difendere la popolazione dai bombardamenti che colpirono la città.
La porta è nel quartiere del Prado, sulla Via Pedemontana. Dopo i restauri del 2006 il rifugio antiaereo è stato riaperto al pubblico e ospita mostre e convegni. Le fonti consultate non riportano orari di apertura: vanno verificati con il Comune di Massa.
Il rifugio ha tre ingressi, uno dietro la porta, uno in via Bigini e uno in via Prado; all'interno una galleria di circa 300 metri corre sotto parte del colle del castello e ospita una cucina e dei bagni.
Il Museo diocesano di Massa, inaugurato nel 2003, ha sede nel palazzo dei Cadetti, l'ex Palazzo Vescovile. Conserva le opere d'arte, la suppellettile liturgica e i paramenti sacri della cattedrale di San Pietro e San Francesco e di altre chiese del territorio diocesano.
Il palazzo fu fatto costruire nel 1580 dal principe Alberico I Cybo-Malaspina, inizialmente per i figli cadetti della famiglia; subì nel tempo varie trasformazioni fino all'età napoleonica, quando fu abbandonato e cadde in grave degrado. Con la Restaurazione la duchessa Maria Beatrice d'Este lo donò al vescovo Francesco Maria Zoppi, in carica dal 1822 al 1833, come sede episcopale; la funzione durò fino al 1970, quando il vescovo Aldo Forzoni spostò la sua residenza presso il seminario.
Il nucleo del percorso è il Tesoro della Cattedrale, fatto di preziosi paramenti sacri ricamati in oro e argento, suppellettile liturgica in argento e insegne episcopali legate ai primi vescovi. Fra i capolavori ci sono il San Leonardo di Jacopo della Quercia, del 1420; un trittico con la Madonna in trono col Bambino e santi di Bernardino del Castelletto, dell'ultimo quarto del Quattrocento, dall'altare della Cappella Vescovile; la Pietà in marmo di Felice Palma, del primo quarto del Seicento; una croce stazionale del Seicento attribuita a Gian Lorenzo Bernini; la statua reliquiario del 1685 dell'argentiere lucchese Giovanni Vambrè; la Croce di Tresana di Francesco Marti. Sono esposte anche opere di Agostino Ghirlanda, di Domenico Fiasella e del Maestro di Montefloscoli.
Il museo è nel palazzo dei Cadetti, a Massa. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né tariffe: vanno verificati con la diocesi.
Il San Leonardo di Jacopo della Quercia, del 1420, è l'opera più antica fra quelle citate dalle fonti: cercatelo, insieme alla Pietà in marmo di Felice Palma.
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