Sullo stemma di Crespina cammina un porcospino, e ci è finito per via di un'etimologia sbagliata. Il nome è documentato per la prima volta nel 983 come Crispina e ha probabilmente origine etrusca, da un nome di persona; ma un'etimologia popolare lo fa venire da in acri spinario, cioè dal campo spinoso, ed è quella lettura che è arrivata sul sigillo comunale, concesso nel 1903, dove l'animale attraversa una campagna verde sotto una fascia ondata d'argento. Il paese passò sotto Lucca nel 1115, fu occupato dai pisani fra il 1165 e il 1175 e restituito, e dal Duecento restò pisano per sempre. Poi arrivò Firenze: la fortezza fu distrutta nelle scorrerie del 1332, il castello conquistato nel 1405 dopo un lungo assedio e smantellato nel 1431 in seguito a una ribellione.
Dalla fine del Seicento queste colline sono diventate il posto dove le famiglie nobili e agiate di Livorno e di Pisa venivano a passare l'estate; l'Ottocento è stato il momento più alto, e ville, fattorie e casini di caccia si sono costruiti uno dopo l'altro: Villa Belvedere, affrescata da Giovan Battista Tempesti, Villa Ciuti, Villa Corsini Valdisonsi, Villa Sforni, Villa Ott e una decina d'altre. Con la villeggiatura sono arrivati i pittori: Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini hanno lavorato in questa campagna, e i Tommasi — Adolfo, Angiolo e Lodovico — possedevano Villa il Gelsomino. Il primo gennaio 2014 Crespina e Lorenzana sono diventate un comune solo, con la sede a Crespina; e lo stemma concesso nel 2018 mette insieme i pezzi di tutti e due: il serto d'alloro e la fascia merlata di Lorenzana, e il porcospino di Crespina.
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Fuori da Crespina Lorenzana, ma a portata di gita.
