Per il Natale del 2010 l'albero che stava in piazza San Pietro è venuto da qui. Lo scelsero fra un centinaio di esemplari sui terreni del maso Lengerei, a 1150 metri, di Martin Ragginer: aveva 94 anni, era alto 34 metri, pesava circa cinque tonnellate ed è stato decorato con circa trecento stelle di paglia. Arrivò in Vaticano il 3 dicembre e fu consegnato ufficialmente al pontefice il 17 dicembre, insieme a una cinquantina di piccoli arbusti per le decorazioni degli interni. Che un paese come questo possa regalare un albero simile è questione di geografia: tre quarti del comune sono pascoli alpini e boschi, e la valle del rio Luson fa una curva a mezza luna intorno al massiccio della Plose, per finire al Sass de Putia.
Il paese è documentato per la prima volta nell'893, come Lusina, e in quello stesso anno il re Arnolfo di Carinzia donò il piccolo insediamento ai vescovi di Bressanone; per tutto il medioevo fu luogo giurisdizionale episcopale, e lo stemma lo dice ancora: adottato nel 1967, raffigura un cavaliere in armatura con la lancia in resta, e riprende un motivo che l'amministrazione dei vescovi usava dal 1607. Il nome ha probabilmente origine preromana — Lusena nel 1142, Lysen nel 1265 — anche se c'è chi lo legge dalle parole dell'alto tedesco antico per strisce e fiume. Qui il ladino era ancora parlato e capito alla fine del Seicento, e si è estinto definitivamente verso la metà del Settecento; oggi parlano quasi tutti tedesco. La parrocchiale di San Giorgio è del 1502, la cappella di San Kilian è quattrocentesca, e a Peterschied c'è un antico santuario pagano, poi San Nicolò, con sorgenti sacre e curative, sulle quali si raccontano leggende del sacrificio del toro.
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