Valle Aurina

Provincia: Bolzano · Regione: Trentino-Alto Adige · Abitanti: 5.910 · CAP: 39030

Questo è il lembo più a nord d'Italia. La valle vera e propria comincia alla stretta di Klapf, a nord di Campo Tures, e non a Brunico come si dice spesso; compare nei documenti già nel 1048 come vallis quae dicitur Aurina. Lo stemma adottato nel 1969 è il disegno esatto di questa geografia: un palo verde con una linea ondata d'argento, che sono la valle e il torrente Aurino, e file di punte d'argento ai due lati, che sono le montagne. La ricchezza è arrivata dal rame trovato in fondo alla valle, a Predoi, che nel Cinquecento portò qui il massimo sviluppo; ma l'attività è molto più antica, perché in uno scavo del 1864 un minatore trovò in una grotta un'ascia celtica. Chiusa la miniera, nel secondo Novecento, furono le donne a tenere in piedi l'economia col pizzo al tombolo, e ne nacque una scuola.

La parrocchiale di San Giovanni, centro spirituale della valle, fu costruita fra il 1783 e il 1785 su progetto del tirolese Joseph Abenthung. Ma il passaggio che questa valle ricorda meglio è dell'estate del 1947: circa cinquemila profughi, in gran parte ebrei sopravvissuti alla Shoah, la attraversarono per raggiungere i porti del Mediterraneo e imbarcarsi per la Palestina. Arrivavano dall'Europa centro-orientale al confine austriaco e scendevano in Italia dal passo dei Tauri; a individuare questa via fu Marko Feingold, un ebreo austriaco che era sopravvissuto ad Auschwitz, Neuengamme e Buchenwald, e ad accompagnarli era l'organizzazione Brichah. Una valle chiusa, usata come porta.

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