Baccalà alla Vicentina
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
Leggi la scheda →Il nome viene dal latino nova entia, le terre nuove: quelle strappate all'acqua dopo le alluvioni di età longobarda. Nell'anno 1000 un diploma di Ottone III elenca il castello di Noventa fra quelli esentati dalla tassa del fodro, segno che il vescovo di Vicenza ci teneva; Ezzelino lo rase al suolo nel 1240 e nessuno lo rialzò. Ne resta soltanto un toponimo di campagna, Castellazzo.
Nel duomo, sopra l'altare di San Rocco, c'è una pala di Giambattista Tiepolo commissionata dal cardinale Carlo Rezzonico. Sul retro della chiesa un piccolo sacello neogotico fu tirato su nell'Ottocento contro il colera. Il centro è poi diventato una piccola vetrina Liberty, dal Teatro Modernissimo alle ville dei primi del Novecento.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Noventa Vicentina, ma a portata di gita.