San Teobaldo, patrono di Sossano
📅 Ogni anno, la prima domenica di luglio
Sossano festeggia san Teobaldo la prima domenica di luglio.
Il nome del paese è una promessa di salute. Lo storico Barbarano lo spiegava così, «Celsano quasi cielo sano, perché ivi è l'aere salutifero», e il comune ci ha creduto abbastanza da mettersela nello stemma: una sbarra d'argento con la scritta Coelsanus divide un cielo sereno con un sole a sedici raggi da un cielo notturno con la luna crescente fra due stelle. L'origine vera è probabilmente più prosaica: un fundus Celsianus, il podere di un Celsio, con quel suffisso che a Roma indicava le terre assegnate ai veterani.
Il castello, uno dei pochi del Basso Vicentino a non essere stato costruito dai vescovi, lo alzarono i Pilei poco dopo l'anno Mille; i padovani lo abbatterono nel 1313 e nessuno lo rialzò, tanto che nel 1399 un atto vescovile lo chiama già castello vecchio. La promessa del nome, invece, fu presa sul serio nel 1428, quando la peste infuriava nelle Venezie e a Sossano vennero a ripararsi umanisti e letterati veneziani: finita l'epidemia fu eretta la chiesa del Santo Sepolcro, da cui viene il Cristo morto di Niccolò da Venezia. Di qui era anche lo scultore Bartolomeo Cavazza, primo maestro del giovane Palladio.
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📅 Ogni anno, la prima domenica di luglio
Sossano festeggia san Teobaldo la prima domenica di luglio.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Sossano, ma a portata di gita.