Il patrono di Sulmona è san Panfilo, festeggiato il 28 aprile nella cattedrale che porta il suo nome: in origine dedicata a Santa Maria, subì trasformazioni già nel XII secolo e in quell'epoca fu intitolata al santo patrono cittadino. Colpita e gravemente danneggiata dal terremoto del 1706, fu ricostruita in forme barocche, ancora oggi in parte visibili nonostante i restauri più recenti, mentre la facciata gotica esterna, incentrata sul portale di Nicola Salvitti con lunetta affrescata trecentesca, conserva il suo aspetto originale. Il centro storico è diviso in sette «sestieri» medievali, ciascuno con il proprio stemma e la propria storia, i cui rappresentanti si sfidano in estate nella manifestazione medievale della Giostra cavalleresca, che si teneva due volte l'anno fino al 1656, quando fu dismessa per mancanza di cavalieri e per la peste, e rinacque solo nel 1995.
Situata nel cuore dell'Abruzzo, a ridosso del parco nazionale della Maiella, Sulmona è nota nel mondo per la secolare tradizione nella produzione dei confetti, celebrata nel Museo dell'Arte e della Tecnologia Confettiera, ospitato dal 1988 nell'antica fabbrica Pelino. La città diede i natali al poeta latino Publio Ovidio Nasone, il cantore dell'amore e delle Metamorfosi, in seguito relegato a Tomi, sul Mar Nero, dall'imperatore Augusto.