Nereto

Provincia: Teramo · Regione: Abruzzo · Abitanti: 5.075 · CAP: 64015

Sul nome ci sono più ipotesi, e quasi tutte parlano di acqua: dal greco Nēros, «luogo basso e umido», o da Nēritos, «luogo boscoso e ameno», oppure dal fiume dalmata Narenta, da cui la forma dialettale Narèta; la radice nar- o ner-, diffusa dall'Iberia all'Illiria, indicherebbe appunto l'acqua. In età romana l'abitato stava dov'è oggi la contrada San Martino e si chiamava Vicus Gallianus, probabilmente il fondo di un Gallio avuto per meriti militari. Distrutto, fu ricostruito più a nord e incastellato dov'è adesso; e quando Ruggero II fissò il confine del regno sul Tronto, il Casale Nereti diventò Castrum Nereti, cioè una posizione di frontiera.

La cosa più insolita, però, è che Nereto ebbe per padrone una città e non un barone. Nel 1383 Carlo III di Durazzo vendette queste terre al comune di Ascoli per quattordicimila ducati, e il 12 settembre 1385 gli ascolani ne presero possesso ricevendone le chiavi. Sotto Ascoli il paese era governato in modo collegiale: un governatore ascolano e due «sindacatori» eletti dai neretesi, con un'assemblea dei capifamiglia di cui è rimasta memoria in una via Arringo. Nereto poteva amministrare la giustizia, fare leggi, riscuotere balzelli ed eleggere il podestà, e soprattutto non dipendeva da un signore locale: significava tasse più leggere, e restò Terra Regia fino all'eversione della feudalità del 1806. Nel bilancio del 1541 il paese risulta di centodue fuochi ed esente da imposte.

🎉 Feste e sagre a Nereto 1

Festa patronale Tra 28 giorni

San Martino, patrono delle campane del Miracolo

📅 Ogni anno, l'11 novembre; il 22 dicembre le campane suonano a festa per il Miracolo

Nereto festeggia san Martino l'11 novembre. Ogni anno, il 22 dicembre, le campane suonano a festa in ricordo del Miracolo; nel 1998 se ne celebrò il bicentenario.

Cosa c'è intorno

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